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Rassegna stampa

A merenda con chi cerca rifugio - 20 dicembre 2014

Losone, un successo l’incontro prenatalizio tra 7 mamme con 14 bimbi e i richiedenti l’asilo
 
di Serse Forni (La Regione del 20 dicembre 2014)

Il gruppo spontaneo ha ottenuto permessi speciali per entrare all’ex caserma, dove ha trovato gratitudine, calore e grande gentilezza

La festicciola si é tenuta nello stabile dell’ex piazza d’armi.

Sette mamme con quattordici bimbi; un “numerus clausus” imposto e apparentemente esiguo, ma che apre nuove e ampie prospettive. Mercoledì scorso un gruppo spontaneo di locarnesi (dalle Terre di Pedemonte e da altre zone della regione) ha avuto il privilegio – e i relativi permessi – per entrare nell’ex caserma di Losone, ora Centro alloggio per richiedenti l’asilo San Giorgio. La loro proposta: «Regalare un momento di normalità agli ospiti della struttura e andare verso di loro, abbattendo il muro dei pregiudizi», spiega la promotrice dell’incontro. Voci e illazioni sugli ospiti dell’ex piazza d’armi s’inseguono; sono così tante che è impossibile crederci. «Abbiamo quindi cercato il modo di superare gli ostacoli burocratici per entrare nel Centro e trascorrere piacevoli ore assieme, gustando una merenda pre-natalizia. Un’occasione resa possibile dalla disponibilità del direttore della ditta Ors (che gestisce il Centro losonese), dal responsabile dell’Ufficio federale della migrazione (Ufm) e dalle assistenti che ci hanno concesso quella che è un’eccezione. Oltre ai partecipanti, sono state coinvolte altre persone che hanno aiutato nella preparazione delle torte per mamme, bimbi e per la settantina di richiedenti l’asilo che hanno aderito al nostro invito. Senza dimenticare chi ci ha sostenuto moralmente». Ma niente foto e niente stampa. «L’obiettivo non era quello di farci pubblicità, ma ora, visto il risultato, qualche commento ci sia concesso. Le fotografie, comunque, non avrebbero reso l’idea dell’intensità dei momenti trascorsi in compagnia degli ospiti della ex caserma. In vita mia raramente ho percepito tanta gratitudine e tanto calore. E quanta gentilezza e finezza nei modi! Ci sentiamo privilegiate ad aver potuto partecipare a questo toccante incontro e pensiamo di aver fatto il più bel regalo di Natale ai nostri figli. Era uno spettacolo vedere i bambini disegnare, interagire, ridere, scherzare e comunicare, abbattendo ogni barriera linguistica, con gli ospiti dell’alloggio, che insegnavano loro alcune lettere e parole in “tigrino” (lingua dell’Eritrea). I bambini si sono pure divertiti un mondo a giocare a ping-ping con una decina di giovani uomini e a malincuore hanno lasciato la caserma al momento di rientrare a casa. Ovviamente la felicità di poche ore trascorse assieme non cancella la drammaticità della situazione di queste persone e delle loro storie personali. Purtroppo le loro speranze verranno in buona parte deluse. Mercoledì, forse, abbiamo tracciato un sentiero per altre iniziative d’integrazione che stiamo già pensando e progettando».