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Rassegna stampa

Laura e Rocco fuori dalla lista - 15 dicembre 2014

Sadis: ‘L’appello dei cittadini nei miei confronti mi ha emozionata. Ma è tempo di cambiare’
di Aldo Bertagni (La Regione del 15 dicembre 2014)

Quattrocento persone chiedono a Sadis di ricandidarsi, ma lei non cambia idea: ‘Emozionata, ma è giusto rinnovare’

Come i carbonari. Con scarse informazioni sul luogo della riunione e depistaggi, per evitare l’assalto non dei soldati del re ma dei media. Per un confronto all’insegna della serenità, come dirà poi a conclusione Michele Morisoli, vicepresidente e capoprogetto elezioni 2015. Come davvero è andata, ovviamente lo sanno solo loro tre. Noto invece il risultato: Laura Sadis ha confermato che non ci sarà, resta fuori dalla lista per il governo come annunciato lo scorso maggio. E non ci sarà neanche Rocco Cattaneo, il presidente del partito che secondo alcune indiscrezioni mediatiche ci stava pensando. A candidarsi. Ma forse è stata solo tattica. Chissà.

Scarno e diretto, come sempre in questi giorni, il comunicato stampa del partito dal titolo “Plr: costruiamo il futuro con ottimismo”, e sottotitolo eloquente: “Nei prossimi giorni si delineerà il volto del nuovo candidato” che evidentemente verrà ripescato fra quelli contattati in primavera (fra questi c’è anche Roberto Badaracco, nome più ‘gettonato’ in questi giorni dai media). Più o meno un’oretta. Tanto è durato l’incontro a tre fra Sadis, Cattaneo e Morisoli, in un ristorante di Sementina, iniziato attorno alle 18 e conclusosi, appunto, verso le 19. Poi il terzetto s’è riunito con i quattro candidati sin qui certi, vale a dire Christian Vitta, Nicola Pini, Alex Farinelli e Natalia Micocci. Giusto per riferire a quattr’occhi la ‘tregua’ raggiunta fra presidente e consigliera di Stato. Sadis, si precisa nella nota, “ha confermato la sua decisione del maggio scorso di non sollecitare un nuovo mandato” e “anche il presidente Rocco Cattaneo ha comunicato che non intende candidarsi”; in realtà non l’aveva mai detto. Pubblicamente, almeno.

E ora? Nei prossimi giorni, continua il comunicato Plr, Michele Morisoli “approfondirà la disponibilità di alcune personalità luganesi”. Il nuovo candidato verrà presentato al Comitato cantonale in agenda per gennaio, forse la terza settimana del mese. La data in ballo è quella di giovedì 22.

Davanti ai delegati cantonali si farà uno o più nomi? «Faremo una sola proposta, rivedendo i nomi contattati in primavera» ci precisa Morisoli, da noi interpellato. Ma come è andato il vertice di questa sera? «Si è svolto in un clima sereno e disteso» è la risposta del vicepresidente.

A questo punto ‘pescherà’ nella lista della primavera, dunque esclude nuovi nomi? «Avevo già sentito un centinaio di persone, che non sono poche. Riattivo alcuni di questi contatti luganesi». Ieri, intanto, i sostenitori per la ricandidatura di Laura Sadis avevano toccato quota quattrocento; in meno di quarantott’ore. Come la prenderanno? «Ho inviato un messaggio a tutte queste persone [vedi box qui a lato, ndr] manifestando loro un grande grazie. Questa espressione trasversale, di diversa convinzione politica, mi ha emozionato davvero» ci dice Laura Sadis a bocce ferme, dopo l’incontro di ieri sera. «Queste firme mi emozionano anche perché manifestano la volontà di una politica dignitosa – aggiunge Sadis – a prescindere dalla mia persona. È un bel momento». Però «in questi due giorni non ho cambiato l’orientamento di questa primavera» precisa la consigliera di Stato. Ragioni comprese? «Certo. In generale il clima politico si è degenerato; lo si dice anche nell’appello a me rivolto».

È così, e gli ‘appellanti’ restano però ‘orfani’... «Non è vero. Quei valori devono avere nuove gambe, come ho scritto a tutti i firmatari. In politica è giusto rinnovare» risponde Sadis. Che aggiunge: «Otto anni in Consiglio di Stato credo possano bastare, anche perché i miei sono stati molto intensi con la realizzazione di numerosi progetti». Un grosso bagaglio d’esperienze e di capacità che non può essere dissipato così...

E ora? Qual è il futuro di Laura Sadis? «Beh, intanto concludere il mandato in governo e poi, le dico la verità, per il dopo non ci ho ancora pensato. Non ho progetti particolari per il futuro. Constato che alla politica ho già dato tanto, anche se la passione resterà sempre». E così si congeda. Al telefono.