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Rassegna stampa

Turismo, burqa e coerenza leghista - 4 dicembre 2014

Giovanni Lepori, Terre di Pedemonte (Corriere del 4 dicembre 2014)

La coerenza non è mai stata una caratteristica della Lega dei ticinesi; il fatto che questo movimento abbia qualche difficoltà a conciliare le sue presunte soluzioni ai problemi del Cantone con la realtà della gestione della cosa pubblica, non è ormai più una novità per nessuno.

Emblematica, al proposito, con un pizzico (e oltre) di grottesco, è la posizione espressa dal Municipio di Lugano e dal suo inflessibile capodicastero turismo, in merito all’applicazione del voto anti-burqa.

Secondo il Municipio leghista e il pluri-onorevole Lorenzo Quadri, bisognerebbe infatti applicare il divieto sancito dal voto popolare prevedendo un’eccezione per le (facoltose) turiste provenienti dal Medio Oriente.

Ma come la mettiamo con il principio (forse vecchiotto e superato?) secondo cui «La legge è uguale per tutti»?

Ma non c’era un grave problema di sicurezza nazionale, legato alla dissimulazione del viso nei luoghi pubblici?

Vuol dire che per i leghisti i turisti non possono essere, per principio, pericolosi? Ma non erano turisti anche i due bambini ecuadoriani, che a viso scoperto (sarà stato quello il loro torto?) frequentavano le scuole del Comune di Gambarogno?

Giovanni Lepori, Terre di Pedemonte