...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Caro rifugiato, ti scrivo... - 3 dicembre 2014

Tredici letterine ai richiedenti l’asilo di Losone e altre proposte per imparare a conoscerli meglio

‘Caro rifugiato, ti scrivo...’

di Serse Forni (La Regione del 3 dicembre 2014)

Affollata la riunione del Gruppo d’accoglienza. Agli incontri del martedì si affiancano nuove idee, non facili da realizzare. Tra queste: lezioni d’italiano e una merenda all’ex caserma.

Non c’erano sedie e tavoli a sufficienza e il locale scelto era troppo piccolo. Lunedì sera i promotori del “Gruppo accoglienza rifugiati” sono rimasti favorevolmente colpiti dalla massiccia affluenza di persone alla riunione indetta alle 20 al Centro la Torre di Losone. Per dare spazio alle cinquanta persone che hanno accolto l’invito, si è optato per una sala più grande. Il parroco don Jean-Luc Farine ha aperto i lavori, ricordando che l’obiettivo principale della serata era coordinare i volontari per i momenti d’accoglienza, proposti ogni martedì pomeriggio allo stesso Centro la Torre. Ma ben presto ci si è resi conto che le proposte andavano oltre. È intervenuta l’insegnante di una scuola di pre-tirocinio del Locarnese: «I miei allievi discutono spesso del fenomeno degli asilanti, e non sempre affrontano la questione con l’atteggiamento giusto. Mi sembrano prevenuti, probabilmente perché non conoscono queste persone che trovano rifugio da noi. Perciò ho fatto scrivere loro delle lettere, destinate ai richiedenti l’asilo. Lo hanno fatto, ma non pensano che riceveranno mai una risposta. Lascio al “Gruppo accoglienza” queste brevi missive, nella speranza che qualcuno possa tradurle agli ospiti dell’ex caserma e che questi decidano di darvi seguito, raccontando chi sono e da dove vengono». Un passo successivo, suggerito da don Farine, potrebbe essere una visita della classe al Centro losonese.

In vista del Natale

Un’abitante di Tegna ha poi portato un’altra proposta: organizzare una merenda in vista del Natale. Un momento d’incontro a cui invitare le famiglie locarnesi, con l’obiettivo di superare lo steccato della diffidenza. Da un docente d’inglese e francese è invece giunto il suggerimento di dare lezioni d’italiano, per permettere a queste persone d’integrarsi maggiormente, anche se si fermano nel Locarnese solo per poco. Sulla stessa linea un’interprete e mediatrice che ha annunciato l’intenzione di lanciare un progetto interculturale. Idee che però dovranno trovare altri canali per venir realizzate. Il Gruppo d’accoglienza, ha spiegato Antonio Lisi uno dei membri fondatori, si limita infatti a proporre dei momenti d’incontro agli ospiti eritrei e somali alloggiati a Losone: «Siamo partiti con un pomeriggio alla settimana, ma se ci sono le persone disponibili e se la Parrocchia mette a disposizione il Centro la Torre, si potrà proporne un secondo». È toccato quindi ai diversi volontari commentare la prima esperienza di contatto, avvenuta settimana scorsa. Uno di loro ha parlato d’impatto positivo, di una goccia nel mare, ma apprezzata dai 18 ospiti che hanno partecipato (15 uomini e tre donne). «Si gioca, si parla e ci si conosce – ha detto un’altra –. Poi abbiamo mangiato qualcosa assieme e per loro è stata preparata anche qualche specialità eritrea. Erano contentissimi e hanno dimostrato una grande voglia d’imparare la nostra lingua, per comunicare di più». Il Gruppo si è quindi diviso i diversi compiti, sia per gli incontri delle prossime settimane, sia per la raccolta di indumenti invernali maschili (mancano giacche taglia S, sciarpe, cappelli e scarpe). Chi desidera maggiori informazioni, può inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Segnaliamo che il Gruppo non ha nessun tipo di sostegno da enti e quindi si autofinanzia.