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Rassegna stampa

Losone, giù i muri del pregiudizio - 3 dicembre 2014

di Serse Forni (La Regione del 3 dicembre 2014)

Il parroco don Jean-Luc Farine, lunedì sera a Losone, si è stupito per la massiccia affluenza alla riunione dei volontari del neocostituito “Gruppo accoglienza rifugiati”. Cinquanta donne e uomini di buona volontà. Persone pronte a mettersi in gioco, a dare e a fare per avvicinarsi ai richiedenti l’asilo alloggiati all’ex caserma.

Sull’altro piatto della bilancia, sempre a Losone, correnti di pensiero ben diverse, che viaggiano da settimane sulle ali dei social network. Non si contano più le illazioni contro i rifugiati e le denunce alla stampa di presunti reati, che poi, dopo opportune verifiche, si rivelano bufale belle e buone. La calunnia, si sa, è un venticello; una brezza che cresce e che – qualcuno l’ha scritto prima di noi – “le teste e i cervelli fa stordire e fa gonfiar”. Finché diventa tempesta ed esplode. Scagliarsi contro queste persone è facile: chi è preso di mira non ha voce né modo di spiegare chi è, da dove viene e perché al suo Paese non ha un futuro.

Creare un clima ostile attorno a persone che da noi cercano rifugio da situazioni invivibili può però avere degli effetti collaterali – anche gravi – che non vanno trascurati e che finiranno per contagiare un po’ tutti. La diffamatoria litania sulle malefatte degli asilanti nutre un sentimento di diffidenza e d’insicurezza. Chi è pronto a credere alle dicerie, finisce per vivere in uno stato d’ansia; andare oltre, alimenta una malsana tensione tra la popolazione e i richiedenti l’asilo, che non lascia presagire nulla di buono. Episodi da condannare ce ne sono stati e riportarli è dovere di cronaca. Enfatizzarli e fare di ogni erba un fascio è pura strumentalizzazione.

Dunque, da una parte c’è chi desidera conoscere meglio gli Eritrei e i Somali alloggiati a Losone; dall’altra chi costruisce muri, pensando a loro come a una presenza fastidiosa, se non addirittura a una minaccia. Posizioni tanto diverse, che sembra impossibile conciliare. Eppure qualche punto d’incontro bisognerà pur trovarlo, perché i tre anni di apertura del Centro sono appena iniziati.

Nei mesi scorsi è stato creato uno speciale Gruppo d’accompagnamento, di cui fanno parte autorità, rappresentanti dell’Ufficio federale della migrazione, esponenti della società che gestisce il Centro, della Parrocchia e del Patriziato di Losone. Un Gruppo che finora ha lavorato molto, ma in sordina. Sarebbe il caso che si presenti pubblicamente, proponendo una serata per raccogliere i pareri delle varie correnti, dando ampio spazio anche a chi è critico e condanna. Obiettivo: creare il terreno adatto per mettere a dimora i semi di una convivenza costruttiva. Il periodo natalizio potrebbe essere propizio per nuove e coraggiose iniziative. In questi giorni si stanno accendendo le luci delle feste nelle case e sulle strade di Losone, strade sicuramente lastricate di buone intenzioni. Sarebbe bello se questo percorso illuminato facesse tappa all’ex caserma, da chi aspetta un gesto d’amicizia sincero, non solo indumenti caldi dismessi.