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Rassegna stampa

E' nato il "Gruppo accoglienza ai rifugiati" - 29 novembre 2014

di Serse Forni (La Regione Ticino del 29 novembre 2014)

A Losone una quindicina di volontari propone ai richiedenti l’asilo incontri all’insegna dello svago e della reciproca conoscenza

«Per la felicità avevano le lacrime agli occhi. E noi, dal punto di vista umano, abbiamo ricevuto da loro molto più di quello che abbiamo dato». Antonio Lisi di Losone fa parte di un gruppo di volontari che si è costituito recentemente nella località dove ha sede l’Alloggio per richiedenti l’asilo dell’ex caserma. «Abbiamo preso il nome di “Gruppo accoglienza rifugiati”. Dedichiamo a queste persone, in fuga da situazioni terribili di dittature e violenza, il nostro tempo, il nostro ascolto. Ma anche oggetti che gli possono servire. Non per carità, perché non è di quella che hanno bisogno... Semplicemente qualche paio di scarpe, una giacca, ma soprattutto uno spazio per ritrovarsi assieme, far merenda, giocare a ping-pong, a dama, far maglia e, se loro ne hanno voglia, per parlare». Il punto di ritrovo è il Centro la Torre. Il primo di questi incontri si è tenuto martedì scorso, 25 novembre: altri ne seguiranno almeno una volta alla settimana. «I volontari sono una quindicina, ma se fossimo più numerosi, ovviamente, potremmo fare e dare ancora di più». Una riunione, aperta a tutti gli interessati, è prevista lunedì 1° dicembre, alle 20, nello stesso Centro la Torre, accanto alla chiesa di San Lorenzo.

Lisi, più con i fatti che con le parole, replica poi a Tiziano Cavalli, consigliere comunale del Plr losonese, che recentemente ha inoltrato un’interpellanza al Municipio. In questo atto, Cavalli manifestava preoccupazione per la presenza di richiedenti l’asilo in alcune zone del comune. «Chiedere di sopprimere le panchine per evitare agli asilanti di sedersi e sostare non mi sembra la migliore delle soluzioni – è il parere di Lisi –. Trattiamoli umanamente, facendo parlare anche il nostro cuore e mostrando loro che sappiamo essere generosi. Il nostro gruppo è in contatto con il Comune; gli enti pubblici hanno messo a disposizione migliaia di ore per lavori diversi. La stragrande maggioranza dei rifugiati vorrebbe rendersi utile».

Stando all’intervistato, invece di stigmatizzare e criticare, bisognerebbe cercare di comprendere: «Proviamo a metterci nei loro panni, con il loro vissuto e le loro scarse prospettive di futuro. Chiediamoci come saremmo noi al loro posto e cosa potrebbe alleviare la nostra pena. Non sono sciocco al punto da pensare che tutti siano degli stinchi di santo. Ma niente di più di ciò che avviene in altre comunità. Non dobbiamo alimentare una situazione di paranoia».

Intanto, per quanto riguarda l’ex caserma, giunge la segnalazione di un intervento della polizia, avvenuto giovedì sera, per un diverbio tra alcuni ospiti che dalle parole, sarebbero passati ai fatti. Non ci sono stati né feriti né fermi. Sei persone sono state trasferite in altri centri d’accoglienza.