...è ora di svegliarsi

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Rassegna stampa

Di maghi e barlafüs - 29 novembre 2014

L’EDITORIALE

Di maghi e barlafüs

di Matteo Caratti (La Regione del 29 novembre 2014)

Ma come abbiamo fatto noi, poveri stolti, a non averci pensato prima?

Bisogna avere rispetto di chi è pronto a cambiare opinione. Anche su due piedi, dalla sera alla mattina. Gli stolti, è noto, sono coloro che non cambiano mai parere, credendo dogmaticamente di avere sempre la stessa verità in tasca.

Lorenzo Quadri, invece, passando dalla pura ideologia (sia vietato il burqa punto e basta!) al sano pragmatismo (accipicchia, ma poi ci scappano i turisti!) dimostra di saperci fare coi salti mortali carpiati con avvitamento da una posizione all’altra. Il tutto, ovviamente, nell’interesse della comunità e dei suoi alti ideali.

E, già che ci siamo, alla stessa stregua, perché non modificare anche i vecchi principi, iscritti nelle costituzioni? Massì, basta egualitarismo. È la rovina di tutto. Speriamo, ad esempio, che Lorenzo Quadri faccia qualcosa per cambiare quell’arrugginito articolo che recita “Nessuno deve subire svantaggio o trarre privilegio per motivi di origine, razza, posizione sociale, convinzione religiosa, filosofica, politica o stato di salute”.

I privilegi, ossia le leggi speciali ad hoc per questa o quella categoria di persone, soprattutto se danarose, servono eccome. Senza i ricchi, i poveri sarebbero destinati a stare ancor peggio! Danée fann danée, piöcc fann piöcc!

Giustissimo quindi, nonostante il divieto per tutti, permettere di indossare il burqa a chi viene in terra luganese per spendere e spandere soldi nei negozi di via Nassa (e al FoxTown?). Permetterlo a chi desidera comprare qualche lussuoso attico (altrimenti poi resta a noi sul gobbone!). A chi vuol tentare la fortuna al Casinò (mica penserete che tutti quei giochi stiano in piedi con gli oboli dei ticinesi), ma anche a chi viene ad aprire un conto in banca e ogni anno fa una passeggiatina nei pressi di Piazza della Riforma per poi imboccare l’uscio di qualche nostra banca per aggiornarsi sui suoi investimenti. Mica vorrete che le mogli di costoro debbano svelarsi! Cari concittadini, il senso dell’accoglienza e la massima discrezione devono prevalere.

Ah, speriamo che si svegli a Bellinzona anche il sindaco Mario Branda. Che al Castello di cima si celebrino subito matrimoni poligami e si chieda un’eccezione alla legge che vieta l’edificazione dei minareti. Averne almeno uno al Sud delle Alpi – anche in questo caso ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? – ci aiuterà a risollevare il turismo. Il patrimonio dell’Unesco della capitale l’hanno scoperto i cinesi, ora bisogna puntare con maggior decisione sui turisti col pozzo di petrolio. La promessa della vita e per la vita all’ombra dei merli e del burqa, che trovata!

Altro affarone andato in fumo… il fumo. Ma vi rendete conto del danno che ci siamo fatti nell’averlo vietato in tutti i luoghi pubblici? Dài, permettiamo nuovamente ai turisti (danarosi) che vengono da Paesi in cui si fuma ancora tranquillamente all’aperto, di fumare nei nostri bar e ristoranti, sui treni, nei cinema e persino all’università. Apprezzeranno così il nostro senso dell’accoglienza!

Per fortuna che, sia a Lugano che a Berna, c’è il nostro Quadri. Potrà spiegare per tempo agli svizzerotti, che ci stavano seguendo a ruota nell’assurdo divieto del burqa, di cosa si è accorto lui, e aiutarli a non compiere gli stessi errori. Potrà spiegare loro come si fa a vietare e subito dopo inventare eccezioni che cancellano di fatto il divieto. Roba da maghi. O, il termine tedesco poi lo troveremo, roba da barlafüs!