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Rassegna stampa

Blocher divide i suoi seguaci e il suo partito - 26 novembre 2014

Corriere del Ticino del 26 novembre 2014

L’opinione di Beat Allenbach*

Blocher divide i suoi seguaci e il suo partito

«L’iniziativa Ecopop è pericolosa e danneggerebbe il nostro Paese: deve essere respinta». Questa citazione con un giudizio severo e chiaro non proviene da un politico liberale o socialista, e nemmeno da un consigliere federale, ma da Christoph Blocher stesso, che con il suo partito è riuscito a far accettare dal popolo svizzero all’inizio di questo anno l’iniziativa «contro l’immigrazione di massa». Il politico popolare, ancora oggi la mente dell’UDC, si arroga la missione di salvare la Svizzera, come già ha fatto in passato e fa ancora oggi, da una entrata della Svizzera nell’Unione Europea e da un rapporto troppo stretto con essa, ma oramai anche dall’iniziativa cosiddetta Ecopop.

Blocher dice in un’intervista al «Tages-Anzeiger» che questa iniziativa limiterebbe in maniera inaccettabile l’immigrazione, poiché ad esempio un imprenditore che non trova un ingegnere con la giusta qualifica in Svizzera non potrebbe assumere uno specialista straniero, siccome l’immigrazione tollerata da Ecopop sarebbe già praticamente esaurita con i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente che arrivano ogni anno in Svizzera. Allora si rischierebbe che l’imprenditore potrebbe spostare la sua produzione in un Paese dove trova ingegneri e di conseguenza anche degli svizzeri perderebbero il loro posto di lavoro. Blocher ricorda che il 9 febbraio il popolo aveva accettato un buono strumento per limitare l’immigrazione. È significativo che riguardo all’iniziativa Ecopop l’argomentazione di Blocher non si differenzia molto da quella dei politici di altri partiti e dal Consiglio federale. Ma nel corso delle ultime settimane si è visto che molti delegati, membri e simpatizzanti dell’UDC non si sono fatti convincere dal loro venerato capo; prova né è che diverse sezioni cantonali dell’UDC si sono espresse per il sostegno della «pericolosa iniziativa». Questa tendenza a non seguire la parola d’ordine di Christoph Blocher ci sorprende di primo acchito, ma a guardare bene è comprensibile questo crescente distacco. Blocher e il suo partito da molti anni hanno bollato gli stranieri quali capri espiatori per tanti mali e disfunzioni in Svizzera. Hanno denigrato gli stranieri perché responsabili della criminalità, senza differenziare e aggiungere che la grande maggioranza della popolazione straniera non delinque e lavora bene, svolgendo anche delle attività che gli svizzeri cercano di evitare. Si può parlare male per anni e anni di un gruppo di persone, criticare l’afflusso di persone straniere in Svizzera, senza

che ciò lasci un segno? Non credo, poiché in seguito alla continua campagna dell’UDC l’immigrazione ha assunto una colorazione negativa e i suoi effetti benefici vengono oscurati e dimenticati. Adesso che il popolo può decidere su un’iniziativa che frena rigorosamente l’immigrazione, allora molte persone che hanno assimilato la propaganda antistranieri dell’UDC non vogliono lasciarsi sfuggire l’occasione di poter quasi stroncarla. Blocher ormai non divide soltanto gli svizzeri, ma anche il suo partito. Come l’apprendista stregone, il politico navigato potrà dire: «Die ich rief, die Geister, werd’ ich nun nicht los ( «Gli spiriti che ho chiamato, ora non riesco più a sbarazzarmene.» In questo caso Blocher è due volte vittima della sua propria politica: ha inveito e più ancora fatto inveire i suoi stretti collaboratori contro gli stranieri, e ha parlato con disprezzo delle nostre istituzioni e del Consiglio federale. L’UDC ha fatto perdere la fiducia a molti nel Consiglio federale e nel Parlamento. Adesso non credono più agli ammonimenti del Consiglio federale neanche quando pronuncia le