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Rassegna stampa

Filanda, giù la maschera - 27 novembre 2014

L’opinione

Filanda: giù la maschera

Françoise Gehring* (Corriere del 27 novembre 2014)

*Consigliera comunale di Insieme a sinistra a Mendrisio

Neppure ventiquattro ore dopo l’approvazione del Consiglio comunale, la raccolta delle firme contro il progetto della Filanda è dunque partita. Senza stupore, visto che l’ostilità verso il progetto era già stato ampiamente annunciato, ostentando un’incomprensibile fierezza. Perché mai tutte le altre regioni del Ticino hanno diritto di avere una biblioteca cantonale dotata di risorse adeguate, mentre il Mendrisiotto non dovrebbe averne? È forse figlio di un dio minore? Non credo proprio.

Il Mendrisiotto deve poter offrire alla cittadinanza una biblioteca e un centro culturale senza per questo innescare una guerra tra poveri con altri istituti. Anche la nostra regione si merita la biblioteca e la Filanda! Le risorse ci sono. Persino i costi di gestione sono stati ridotti all’osso. Ma pur di combattere la cultura – perché è questa la sostanza del problema – gli avversari si arrampicano sui vetri con argomentazioni pretestuose.

Stupisce che agli avversari della Filanda – che esaltano la «ticinesità» come propria ed esclusiva bandiera – non stia a cuore questo progetto, che darebbe finalmente un tetto e una casa all’archivio, dopo tre traslochi: dal Palazzo municipale alla sede dei pompieri, per finire provvisoriamente nello stabile della ex RIRI. L’archivio, che ospita anche il patrimonio documentale che si trova negli ex-municipi, ha come scopo la conservazione delle fonti per la storia del Ticino e della propria città.

Non bisogna forse averne cura con legittimo orgoglio? Chi si batte per la Filanda ne è convinto, consapevole che non si può mettere a rischio un capitale così importante per la storia della nostra città. Mettere al sicuro le radici del nostro passato, significa permettere all’albero del futuro di crescere con rinnovata linfa e vigore, permettendo il germogliare di nuovi progetti positivi e accessibili a tutti. Lo spirito del centro culturale della Filanda, il cui perno dovrà essere la biblioteca, è stato concepito per essere una struttura di pubblica lettura, per integrare la dimensione multimediale che interessa il grande pubblico. Ma non solo: ponendo l’accento sull’infanzia e sui rapporti intergenerazionali, la Filanda si profila come un centro aggregativo e di forte coesione sociale.

Non è un modello campato per aria o frutto della fantasia di qualche visionario solitario: nella sua concezione ricalca strutture simili (per dimensioni) esistenti in Svizzera e in Italia, le cui esperienze sono estremamente positive. Queste realtà, visitate da alcune consigliere comunali, funzionano bene e sono molto apprezzate dalla popolazione per il loro valore di aggregazione tra generazioni, per la loro offerta moderna e funzionale, per l’attrattiva delle attività correlate, animate anche dalle associazioni cittadine. Queste biblioteche pubbliche sono veri e propri centri di incontro, di scambio e di piacere. Il coinvolgimento delle associazioni, che nella Filanda potranno essere ospitate, rappresenta una risorsa viva e vitale poiché garantisce la connessione con il territorio e le persone, tra realtà e sensibilità diverse. Questo circolo virtuoso può solo essere fonte di arricchimento e occasione di crescita di una nuova realtà: ossia la grande Mendrisio, che deve ancora riscoprirsi come tale, nella sua realtà e nelle sue potenzialità. Che dire infine della favola della mancata centralità della Filanda? C’è forse un punto più centrale della Filanda a Mendrisio? No, non c’è. La Filanda, situata nel cuore di Mendrisio e a ridosso del centro storico, può essere facilmente raggiunta da tutti i quartieri di Mendrisio.

Gli abitanti di Mendrisio, a loro volta, possono raggiungere le belle risorse offerte dagli altri quartieri. Come recarsi al lago (Capolago,) al Museo Vela (Ligornetto), alle pendici del San Giorgio (Meride), al Festival internazionale di narrazione (Arzo) o ancora alla sala multiuso di Genestrerio, dove recentemente si è tenuta la festa del territorio e della cittadinanza. E sono solo alcuni esempi. I fautori del referendum ragionano con i criteri del passato o, peggio, di un eterno e immobile presente: come se Mendrisio e i suoi quartieri fossero entità statiche, separate e distinte. Mendrisio è il centro, è vero, ma la sua corona urbana è parte integrante della nuova città. L’albero non ha solo bisogno delle sue solide radici, ma anche della linfa vitale che arriva dalla periferia. Chi crede nella Filanda, crede in questa visione profondamente solidale, dinamica e integrativa della città.