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Rassegna stampa

Tutti favorevoli alla cultura, a parole... - 27 novembre 2014

di Grazia Bianchi, consigliera comunale Is, Mendrisio (La Regione del 27 novembre 2014)

E così, come ampiamente preannunciato, è partita la raccolta firme per il referendum contro la realizzazione della biblioteca alla Filanda. È giusto che chi viene interpellato per la firma sappia che le obiezioni dei referendisti sono tutto meno che solide. Una delle prime riguarda l’ubicazione della biblioteca, che non sarebbe idonea, perché non centrale rispetto ai quartieri aggregati e “all’afflusso della potenziale utenza (liceo, campus, università)”. Quale sarebbe l’ubicazione ideale? La stazione? La zona dell’ospedale? Il Mercato coperto? Tutti luoghi comunque relativamente lontani da chi abita a Meride, Ligornetto o Capolago. Alla Filanda si arriva a piedi o in bicicletta, con i mezzi pubblici o in auto, come del resto avviene per l’attuale biblioteca al liceo. Ancora meno vale l’argomento della “potenziale utenza”: la biblioteca della Filanda non si rivolge in primo luogo agli studenti, ma alla popolazione di Mendrisio e di tutta la regione segnalo che dei 15’514 prestiti effettuati a Mendrisio nel 2013, il 68% è andato a utenti esterni.

È il caso di capirci una buona volta: al liceo rimarrà la biblioteca scolastica con libri di letteratura italiana, francese, tedesca, inglese, spagnola e con tutte le varie opere di carattere scientifico relative alle diverse materie; all’Accademia c’è una biblioteca specialistica di facoltà; anche la Supsi disporrà di una biblioteca per studenti e insegnanti.

Solo a Mendrisio ci sono “troppe” biblioteche? A 100 m dalla Biblioteca cantonale di Lugano con i suoi 300’000 volumi, c’è quella del Liceo 1; a poco più di un chilometro la Biblioteca dell’Università, a un quarto d’ora a piedi la Biblioteca Salita dei frati, e poi ancora la Biblioteca del Liceo 2, quella della Supsi/Conservatorio di musica, quella di Trevano che si trasferirà a Mendrisio; più le numerose biblioteche delle scuole elementari e medie.

E da quando quello dei posteggi è un aspetto rilevante per una biblioteca? L’attuale Bc di Mendrisio non ha posteggi; gli utenti possono usare, a pagamento, quelli del liceo, lo stesso vale per la Bc di Lugano, dove i posteggi sono in numero ancora minore.

E che dire dell’affermazione che una biblioteca porterebbe più traffico in centro? Non bisogna realizzare i servizi dove c’è più densità di popolazione e là, dove molte persone si recano comunque per i più svariati motivi? Non basta che vengano portati via i negozi dal centro di Mendrisio?

E perché mai un centro diurno dovrebbe portare più vitalità di una biblioteca che si rivolge a tutte le fasce della popolazione?

I mezzi finanziari non sono enormi ma sufficienti per avviare il progetto: se l’utenza risponderà, come noi crediamo, con interesse, il numero di visitatori e di prestiti aumenterà e sarà più facile chiedere al Cantone di modificare la chiave di riparto dei sussidi alle biblioteche.

A Basilea abbiamo visitato una bella biblioteca, simile per dimensioni e mezzi alla Filanda. Funziona molto bene; e se funziona lì, perché non dovrebbe funzionare da noi?

A Mendrisio ci sarebbe oltretutto il vantaggio di avere nello stesso edificio l’Archivio storico che, grazie alla nuova ubicazione e a orari di apertura più ampi, potrebbe essere apprezzato non solo da studiosi o studenti universitari ma anche da chi fa ricerche per interessi o curiosità personali.

In conclusione: il progetto rappresenta una sintesi interessante di offerta culturale istituzionale (biblioteca e archivio) e animazione culturale “dal basso”, grazie al coinvolgimento di chi è già attivo sul territorio.