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Rassegna stampa

Il silenzio degli innocenti? - 26 novembre 2014

di Stefano Steiger e Giacomo Garzoli, deputati Plr (la Regione del 26 novembre 2014)

Talvolta capita. Pensavi di averle viste tutte. Due ore e un po’ di dibattito in Gran Consiglio su un’iniziativa “natalizia”, che chiede di pagare il biglietto del bus ai minori di diciotto anni con le imposte dei cittadini. Pardon, ci correggiamo. Facciamo così, per non fare torto ai contribuenti, diciamo che il prezzo del biglietto lo avremmo aggiunto al debito del Cantone, senza aumenti di imposte. Al limite, proprio al limite (ma diciamolo sottovoce), se l’iniziativa fosse passata il prezzo del biglietto per quei giovani sarebbe stato a scoppio ritardato, ma maggiorato d’interessi. Già, perché prima o poi tutti i nodi vengono al pettine… pure i debiti.

Due ore e un po’ di dibattito, dicevamo. Dadò che si scaglia contro il biglietto a scoppio ritardato, perché non siamo mica il paese dei balocchi. Vitta, invece, con il suo tipico aplomb britannico, ti ricorda i rischi della politica dei “regali” e che, di questo passo, si farà dura la vit(t)a. Savoia è tutto il contrario e cerca di ubriacare con la sua dialettica. Tutto falso, per il “verde”, il costo del biglietto a scoppio ritardato è poca roba, di certo non i 25 milioncini che indica il Governo. Stime false, ballerine di tango e salsa. Chiesa, però, rimette il campanile al centro del villaggio, il costo c’è, eccome, non son solo canzonette.

Il Parlamento attende e aspetta. Aspetta e attende il Parlamento. Manca una voce, quella che ci spiega come il Governo è arrivato al prezzo, quello di 25 milioncini annui. Zali nulla, non ha voglia di parlare, non intende spiegare. Dadò, Vitta, Chiesa, Celio, Jelmini lo dicono in coro: “Consigliere di Stato, lei è il Capo del Dipartimento competente del dossier, non può mica starsene zitto? Nemmeno se l’iniziativa è targata Lega”. Ma lui impassibile, le casse piangono e lui sta zitto: “Se passasse l’iniziativa ci penseremo”. Dadò insiste: “Consigliere vorremmo avere la posizione del Governo!”. Insomma, mica si parla di noccioline. Lui nulla. Alla fine, con un po’ d’imbarazzo, prende la parola Bertoli, Presidente del Governo, per ricordarci che la “gratuità” costa. Finisce così, tra silenzi più o meno innocenti e la “gratuità”dei trasporti pubblici bocciata di misura.