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Rassegna stampa

Prospettive culturali - 25 novembre 2014

Gabriele Alberto Quadri, Cagiallo Capriasca (la Regione del 25 novembre 2014)

In una realtà economica e politica in cui trionfano da troppo tempo l’apparenza, l’escamotage contabile, il formalismo amministrativo, oltre la retorica delle belle parole ad effetto, quali strumenti di lettura di questo nostro mondaccio ci vorrà ancora fornire la cultura piccoloborghese della cosiddetta perla del Ceresio? Del Lac in particolare? Quali margini partecipativi e decisionali potranno, infatti, godere le classi sociali escluse dalla cornucopia delle rendite a vita e del capitale che lavora? Saranno radiati definitivamente i dialettofoni, i disoccupati, i malati cronici e terminali e tutti i maledetti dal celeste panteon delle élite finanziarie? Oppure, finalmente, ci si renderà conto che l’attuale degrado della convivenza politica e civile della città non è che la logica e naturale conseguenza di scelte culturali diseducative e basate quasi esclusivamente sul prestigio e sull’intrattenimento da salotto? Saremo quindi ancora costretti a goderci offerte culturali sterili e storicamente insignificanti a scapito del sapere critico e della libertà partecipativa di tutti? Assisteremo impotenti alla svendita di prodotti d’intrattenimento estetico, a clownerie da baraccone prive di altri valori se non quelli delle trite e ritrite spettacolarizzazioni di facciata? Ai posteri l’ardua sentenza!