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Rassegna stampa

Ecuadoriani: il verbale del giudizio - 7 novembre 2014

di Davide Martinoni (La Regione del 7 novembre 2014)

La deposizione del padre del bimbo di 9 anni scolarizzato a Contone smentisce la versione dipartimentale di una partenza volontaria: ‘Se non lasciate la Svizzera dovremo chiamare la polizia’

Mercoledì 29 ottobre, mancano pochi minuti a mezzogiorno. Nell’Ufficio della migrazione a Bellinzona è stato chiamato il padre del bambino di 9 anni scolarizzato nella terza elementare in Gambarogno. L’incontro con la capoufficio era iniziato verso le 9 e nel corso delle sue quasi tre ore ha permesso alla Sezione della popolazione di capire con chi ha a che fare. Il dialogo, facilitato da un traduttore, sta terminando, quando la funzionaria, tenuto conto del fatto che “con il permesso di soggiorno spagnolo si può soggiornare fino ad un massimo di 3 mesi sull’arco di 6 mesi in Europa” e considerato che il verbalizzato ha superato il “tetto” massimo, informa il convenuto dell’intenzione del Cantone di lasciargli il “tempo fino alla fine della settimana per lasciare la Svizzera unitamente a suo figlio”.

Il traduttore spiega la questione all’uomo, che si preoccupa più per il bambino che per se stesso. Infatti chiede due giorni per trovare una soluzione favorevole al bimbo, come un permesso di soggiorno a scopo di studio, soggiornando presso una famiglia che si prenda cura di lui. La capoufficio ribatte che “se non lascia la Svizzera dovremo chiamare la polizia, con le conseguenze del caso: l’allontanamento e l’eventuale proposta di un divieto d’entrata”.

Questi sono gli antefatti di quella che il Dipartimento delle istituzioni, nella nota diramata martedì 4 novembre, aveva definito “una partenza volontaria”.

Dal verbale, anticipato ieri in rete dal collettivo Gas.social (e di cui la ‘Regione’ è entrata in possesso), emerge un quadro significativo dell’estrazione sociale delle famiglie dei bimbi “adottati” dalla comunità di Gambarogno. Padre e figlio non hanno casa, ammette l’uomo, dormono in macchina “in un posteggio a Contone, vicino a una fattoria”. Il padre del bimbo dice di accompagnare in giro per l’Europa un amico ecuadoriano che “per il lavoro svolto mi dà pochi soldi”. Due figlie vivono in Ecuador con i nonni, il bambino attualmente a Contone, nel parcheggio vicino alla fattoria. Prima, aggiunge, stava in Spagna con la famiglia di amici e frequentava la scuola. “Questa famiglia è però rientrata in Ecuador e per questo motivo l’ho preso con me”. Il 6 settembre, prosegue l’uomo, il bimbo “ha iniziato la scuola a Contone. Ha amici ed è felice”. E aggiunge: “Non vorrei che fosse come me, sempre in giro. Per questo motivo vorrei rimanere in Ticino”. Ma bisogna partire. Volontariamente.