...è ora di svegliarsi

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Rassegna stampa

Prima presero gli Ecuadoriani... - 5 novembre 2014

di Nicola Pini, vicepres. Plr (La Regione del 5 novembre 2014)

I due bambini ecuadoriani, che loro malgrado erano balzati alle cronache regionali a causa della pubblica diatriba tra due consiglieri di Stato, non ci sono più. Improvvisamente. Va bene che i tre mesi concessi erano scaduti o stavano per scadere; e va bene anche che non si volesse creare un precedente per quanto concerne la permanenza dei clandestini nel nostro cantone, ma il dipartimento del ministro Gobbi ha deciso di ‘fare piazza pulita’ talmente velocemente e silenziosamente che perfino le autorità del Comune di Gambarogno hanno scoperto della partenza della famiglia solo dall’assenza dei due bambini da scuola lunedì.

Sarà un caso che in mezzo siano trascorse le vacanze scolastiche dei Morti, dando il tempo al Dipartimento delle istituzioni di risolvere il problema in silenzio e in fretta, senza che la scuola registrasse la partenza fino a ieri? Possibile.

Ma da quel che leggo tali risolutezza e intransigenza sono alquanto inusuali in casi come questo: spesso, anche se la permanenza non è più possibile ma vi sono dei minori, si tende infatti ad aspettare fino alla fine dell’anno scolastico. Ed è una coincidenza che il caso che ha sollevato lo scomodo disaccordo tra il ministro della Scuola e quello delle Istituzioni si risolva con l’allontanamento più veloce del West? Possibile anche questo.

È comunque un gran peccato che la mediatizzazione detti sempre più la celerità dell’agenda e dell’azione dei consiglieri di Stato, ma non è una novità. Ciò che invece è nuovo e trovo piuttosto inquietante è che, dopo accesa discussione di tutti i partiti e i colori, un cantone accetti di svegliarsi una mattina e accorgersi che non si pone più la questione perché, improvvisamente, quella famiglia è stata fatta partire in sordina; stranamente in sordina; troppo in sordina. Ve le ricordate le parole di Bertold Brecht? “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.