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Rassegna stampa

La collegialità va rispettata - 5 novembre 2014

Mendrisio La collegialità va rispettata

Il Municipio discute il caso Robbiani Non si escludono eventuali sanzioni

Lidia Travaini (Corriere del 5 novembre 2014)

Ogni politico ha le sue strategie, i suoi strumenti di comunicazione e le sue abitudini.

E i metodi del municipale di Mendrisio Massimiliano Robbiani si inseriscono senza alcun dubbio tra i comportamenti che hanno fatto maggiormente discutere negli ultimi mesi, non solo nel distretto.

A catturare l’attenzione non sono mai stati tanto i mezzi utilizzati dal granconsigliere leghista, particolarmente attivo sui social media come sembra sempre più di moda in questi tempi, quanto i contenuti dei suoi messaggi.

L’ultimo in ordine di tempo è quello di lunedì mattina, quando Robbiani ha lanciato un appello tramite Facebook alla ricerca di persone interessate a raccogliere firme in caso di referendum sul progetto del centro culturale nello stabile ex Filanda, e si è detto disposto a retribuirle.

Un’eventualità che, oltre ad aprire tutta una serie di domande sull’accesso alla democrazia, potrebbe mettere in pericolo la collegialità nel Borgo, visto che Robbiani siede nel Municipio che ha approvato e presentato il progetto stesso.

L’iniziativa non è passata inosservata agli altri membri dell’Esecutivo, che hanno deciso di trattare il tema durante la seduta di Municipio di ieri.

«La situazione che si è creata è piuttosto evidente e sotto gli occhi di tutti – spiega il sindaco di Mendrisio Carlo Croci –. Il Municipio deve sostenere in modo unanime le decisioni che vengono prese al suo interno e in questa occasione non è stato così. Abbiamo discusso molto tranquillamente con il diretto interessato illustrando gli interessi in gioco ma per il momento non abbiamo preso nessuna decisione».

Esiste naturalmente la possibilità che Robbiani non si sia reso conto dei rischi che correva con il suo appello su Facebook: «Abbiamo deciso di tornare sul tema tra sette giorni, così da lasciare anche a lui il tempo per pensare a quanto è successo. Nella prossima seduta decideremo se e come muoverci».

Non sono quindi esclusi richiami ufficiali, sanzioni o altre misure. È però proprio per non rischiare a sua volta di violare la collegialità che il sindaco non ha voluto fare ipotesi o anticipare eventuali decisioni.

Un precedente

Non è la prima volta che Robbiani non raccoglie l’unanimità tra i politici del Borgo. Dopo la pubblicazione su Facebook di un’immagine razzista lo scorso marzo, che paragonava due donne con il burqa a dei sacchi della spazzatura, erano stati diversi i consiglieri comunali a chiedere le sue dimissioni o un periodo di autosospensione. Malgrado le scuse ufficiali del diretto interessato, durante la seduta di Consiglio comunale del mese di aprile, a Robbiani era anche stata ricordata la responsabilità politica e sociale legata alla carica che ricopre.