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Rassegna stampa

Ecuadoriani - Fioccano le critiche - 6 novembre 2014

Ecuadoriani Fioccano le critiche

Corriere del 6 ottobre 2014

Nel mirino c’è Norman Gobbi – Interrogazioni e manifestazione di piazza

La questione dei due bambini ecuadioriani, di 9 e 4 anni, che hanno lasciato spontaneamente il Ticino, con i loro padri, dopo aver frequentato le scuole a Cantone per alcune settimane continua a generare critiche. Nel mirino c’è il consigliere di Stato Norman Gobbi ed il suo Dipartimento delle istituzioni

Si vuole chiarezza

Il deputato PLR Matteo Quadranti pretende chiarezza su questa vicenda. Ricordando come la questione abbia contrapposto i due consiglieri di Stato Norman Gobbi e Manuele Bertoli, in un’interpellanza vuol sapere come veramente siano andate le cose e se l’operato della Sezione della popolazione sia stato ineccepibile e conforme alle leggi o alla prassi. Domanda pure quali siano i risultati della perizia giuridica richiesta al consulente del Governo Guido Corti la quale (vedi CdT di ieri) non sembra aver chiarito del tutto il conflitto di competenze.

Genitori intimoriti?

Deputati PS, Verdi e PLR hanno poi presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato criticando non poco l’operato del Dipartimento delle istituzioni, chiedendo lumi sul suo comportamento. Lo si accusa di aver cercato assiduamente i genitori dei due bambini e di averli intimoriti, costringendoli di fatto a lasciare il cantone: altro che partenza spontanea. Nell’atto parlamentare si adombra poi il sospetto che l’obiettivo fosse quello di dare il «segnale chiaro che il Dipartimento delle istituzioni in caso di bambini “non regolari” scolarizzati si sarebbe ogni volta attivato per rintracciare i genitori, scoraggiando di fatto la scolarizzazione dei bambini e mettendo in discussione un diritto acquisito da anni». Gli interroganti chiedono anche se sia vero che Gobbi abbia scritto al Municipio di Gambarogno affinché i due piccoli ecuadoriani non fossero accolti a scuola, «abusando quindi della sua funzione ed entrando in competenze che non gli appartengono». Infine domandano perché si sia proceduto alla «ricerca intensiva» degli interessati senza attendere gli approfondimenti annunciati dallo stesso Governo, concludendo che forse in questa vicenda «si sia perso il senso della misura».

Sapore di espulsione

Intanto, a favore del diritto all’istruzione e contro una politica migratoria «col paraocchi», Gioventù socialista organizza per sabato 8 novembre dalle 14 una manifestazione in piazza Governo a Bellinzona. L’organizzazione parla di «partenza forzata» che «ha tutto il sapore di un’espulsione», di «enormi pressioni affinché partissero», con Gobbi che avrebbe negato ai due bambini il diritto all’istruzione ancorato nella Costituzione e nella Convenzione sui diritti dell’infanzia. «Sarebbe stata la stessa cosa se fosse stata una facoltosa famiglia russa? Non crediamo proprio» conclude Gioventù socialista.