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Rassegna stampa

Föö di ball - 4 novembre 2014

Et voilà: problema risolto. La scolarizzazione dei due bambini ecuadoriani non sarà più oggetto di conflitti fra i Dipartimenti. Anzi, non sarà proprio: niente più scolarizzazione. Perché? È presto detto: niente più bambini. Che sono stati espulsi dalla Svizzera insieme ai loro genitori. Sei persone in tutto: quattro adulti e due ragazzini. Se ne sono andati alla chetichella pochi giorni fa, senza casini, senza strepiti, rispettosi della legge.

Già, la legge. Fatta dagli uomini per gli uomini. Applicata senza guardare in faccia nessuno. Senza eccezioni, ché sia mai si creasse un precedente: potrebbero arrivare qui orde di stranieri a vivere alle spalle del contribuente elvetico. Certo, certo. Come no.

Per la legge lo straniero pezzente è solo una seccatura di cui disfarsi in fretta. Ma per un’altra legge lo straniero ricco è una risorsa, tanto da stendergli il tappeto rosso quando arriva e regalargli un’indecente discriminazione fiscale, tutta a suo favore e a danno degli elvetici. Ma non bisognava preoccuparsi anzitutto dei noss? Mah!

Così sei stranieri poveri e innocui sono stati espulsi da questo ricco Paese, fra i più pacifici e benestanti del mondo. Come Arlind. Come Yasin. Come tanti altri sconosciuti senza l’attenzione della stampa. Sono “Föö di ball!”, come abbiamo letto mille volte in mille commenti sguaiati nei social media. Per il sollievo dei Gobbi, dei Quadri, dei Poggi, adesso questi bambini non sono più qui. Sono altrove, e dove non importa: essenziale è solo che siano sloggiati. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Ad avercelo, un cuore.