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Rassegna stampa

I Bignasca e i Caratti - 14 ottobre 2014

di Matteo Caratti (La Regione del 14 ottobre 2014)

Quelli del ‘Mattino della Domenica’ sono nervosetti. Fingono così di confondere il burro con la ferrovia pur di salvare la loro faccia sempre più impresentabile. Ma non funziona più. Per loro chi scrive dovrebbe tacere perché – testuali parole – «mio padre è nato prima di me e mia moglie occupava il posto che ora occupo prima di me» quindi su certi temi devo «davvero solo tacere».

Non lo farò e continueremo invece a scrivere e a ragionare anche su di loro, perché fa parte del nostro lavoro informare anche su chi predica (si fa per dire) bene e razzola male, soprattutto quando detiene la maggioranza relativa. Piaccia loro o meno. Lo sa tutto il Cantone Ticino che mio padre ha diretto per anni il ‘Corriere del Ticino’. E non è neppure un segreto che mia moglie oltre 15 anni fa ha diretto – peraltro con successo e dandovi parecchio fastidio (ricordate l’affaire Gardenia Blu? Ricordate lo scandalo Thermoselect?) – questa stessa testata. E se non vi basta, vi dico anche, così vi aumenta ancora un pochino l’acidità di stomaco, che mia sorella Simonetta è stata per otto anni vicedirettrice del ‘Caffè’ e ora si occupa di inchieste qui da noi. Per favore, non dimenticatela la prossima settimana, mica è figlia della serva.

Detto ciò, è un fatto che quelli di via Monte Boglia montano su tutte le furie quando si affrontano certi temi: quello delle promesse elettorali, fatte a quintali per raccogliere i voti, poi però non mantenute. Così i leghisti si stanno trasformando nel nuovo partito delle tasse. Tasse che aumentano in riva al Ceresio: col moltiplicatore che sale, in una città amministrata allegramente per anni anche da loro; tasse che aumentano coi nuovi prelievi sui rifiuti. E nel Cantone? Tasse indirette che aumentano coi nuovi super-radar di Gobbi; tasse che aumentano coi posteggi nel mirino di Zali e via discorrendo. E pensare che hanno raccolto voti promettendo l’esatto contrario! Il Nano non l’avrebbe permesso. Ma ora si arrabbiano, poverini, se di tanto in tanto glielo rammentiamo!

E poi c’è l’altro capitolo che fa torcere le budella al loro coordinatore, il colonnello Attilio. Basta toccarlo sul ‘borsino’ e si rivolta come una vipera. Così, imbarazz tremend imbarazz, abbiamo svelato la vicenda di papà Attilio che siede nel Cda dell’Ente ospedaliero, la cui figlia (amministratrice unica di un’azienda che si occupa di metalcostruzioni) metterà a posto – grazie a un concorso su invito (a nozze) – la sede dell’Ente, di proprietà di una fondazione creata coi versamenti di cassa pensione dei dipendenti dell’Eoc. Più facce di bronzo di così i Bignasca! Ecco perché vanno su tutte le furie dicendomi di tacere. Lo ripetiamo: se li si tocca sul ‘borsino’ e la coerenza, dal solito Mattino ti dicono che fai parte di una grande famiglia. Sarà, ma non guadagno soldi con gli appalti ricevuti dallo Stato o certe sue costole; mica amministro la cosa pubblica con un partito di maggioranza relativa. Noi facciamo i giornalisti documentati. Loro campagna politica perenne. Qui sta la differenza abissale molto ben recepita dai nostri lettori. Ah, dimenticavo, prima di chiudere, il matrimonio con Monica per ora (il prossimo anno saranno 20 anni) tiene ancora benone!