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Rassegna stampa

Bacchettato Lorenzo Quadri - 30 agosto 2014

Pretura Museo delle culture: bacchettato Lorenzo Quadri

Corriere del 29 agosto 2014

Nuova puntata nella vertenza che vede opposti il direttore del Museo delle culture di Lugano, Francesco Paolo Campione, e il municipale Lorenzo Quadri (in qualità di direttore responsabile del «Mattino della Domenica»). A scriverla è stato il pretore Francesco Trezzini che ha confermato la «grave lesione della personalità» subìta dal funzionario a seguito della pubblicazione di alcuni articoli. Il domenicale non potrà più di conseguenza parlare di clientelismo e di intrallazzi, riferendosi a Campione. Accolta anche la domanda di imporre al «Mattino della Domenica» la pubblicazione della sentenza una volta che la stessa sarà cresciuta in giudicato. Quasi sicuro un ricorso.

Sentenza Cartellino giallo per Quadri

Il Pretore conferma: «Leso gravemente l’onore del direttore del Museo delle culture» Il «Mattino» e il municipale non potranno più parlare di clientelismo e di intrallazzi

«L’accusa di “clientelismo“ lede gravemente l’onore» del direttor Campione «senza (palesemente) il sostegno di alcun motivo giustificativo». «La stessa conclusione vale per l’affermazione “d’intrallazzare oltreconfine”, poiché anche il concetto di intrallazzo ha la medesima capacità di lesione dell’onore». Così il pretore di Lugano, Francesco Trezzini, nell’accogliere parzialmente la petizione promossa dal direttore del Museo delle culture di Lugano, Francesco Paolo Campione, nei confronti di Lorenzo Quadri (in qualità di direttore responsabile del «Mattino della Domenica») e dell’editore del domenicale (la Meutel 2000 SA). Una sentenza datata 25 agosto che segna una nuova puntata in una diatriba che si trascina da anni.

Dal 2005 a oggi

Al centro vi è una ventina di articoli comparsi dal 2005 a oggi. Se da una parte il pretore Trezzini non ha ravvisato un insulto nell’epiteto «taglian» utilizzato nei confronti di Campione (patrocinato dall’avvocato Raffaele Bernasconi), né in quello di “sedicente professore” (avendo il dirigente trovato protezione in un diritto di risposta) differente è il discorso per espressioni quali «clientelare direttore» e «intrallazzatore». «Tacciare una persona di clientelismo – si legge – significa infatti accusarla di una pratica disonesta, ossia di approfittare della sua posizione». Da qui il divieto formale a Lorenzo Quadri e Meutel 2000 SA (patrocinati dall’avvocato Massimiliano Parli) di utilizzare nuovamente gli epiteti in questione nonché «una forma linguisticamente comparabile nei contenuti». Accolta anche la domanda di Campione di imporre al «Mattino della Domenica» la pubblicazione della sentenza una volta che la stessa sarà cresciuta in giudicato.

Probabile un ricorso

Da notare come non sia la prima volta che il Pretore si pronunci sulla vicenda. Come si ricorderà, già il 13 febbraio scorso Trezzini aveva accolto un’istanza di misure provvisionali da parte di Campione vietando a Quadri e alla Meutel di divulgare affermazioni denigratorie e ordinando a Boris Bignasca, quale responsabile del sito Mattinonline, di rimuovere le espressioni ritenute lesive. Come da procedura, il Pretore aveva quindi fissato un termine di 30 giorni al direttore del Museo delle culture per inoltrare la cosiddetta «azione di merito» a convalida del divieto emanato in sede cautelare. Così è stato fatto e nei giorni scorsi la petizione è stata parzialmente accolta. Da notare come Quadri e la Meutel avessero già intrapreso la strada del Tribunale di Appello dopo la prima decisione (causa pendente). Un passo che con ogni probabilità verrà intrapreso anche per la seconda.

Decisione conflittuale

gi.m

Senza dimenticare infine come gli attriti fossero tornati a galla in giugno quando il Municipio di Lugano, ravvedendo un conflitto di interessi, aveva stabilito che Quadri non avrebbe più potuto votare e discutere trattande riguardanti il Museo delle culture viste le cause pendenti. Messo in minoranza dai colleghi, Quadri si era però preso la rivincita il mese successivo. In un parere, la Sezione enti locali aveva infatti ritenuto «eccessivo intravedere e priori una situazione di collisione per ogni decisione riguardante il Museo, in particolare quando sono in discussione questioni di carattere generale concernenti il settore o l’infrastruttura di competenza degli organi politici e che non riguardano la persona dei funzionari attivi al Museo». Ora si attende la mossa successiva.