...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

La Lega é tutto, degli altri non c'é bisogno... _ 25 agosto 2014

di Aldo Bertagni (La Regione del 25 agosto 2014)

Però son bravi, dai! Gli davamo per persi, allo sbando dopo la morte del leader maximo, nonché padre-padrone, e invece eccoli qua, belli pimpanti, pronti a occupare ogni spazio, ogni pertugio della politica cantonale. Pronti a essere maggioranza e opposizione, confronto e barricate, eleganza e volgarità. Tutto in un solo contenitore, un solo partito. Ops, un partito solo al comando? E perché no, avanti di questo passo – ridendo e scherzando, con populismi più o meno scimmiottati di chi è arrivato dopo – e il Canton Ticino si ritroverà (magari neanche fra tanti anni) rappresentato da una sola grande e avvolgente Lega dei Ticinesi. L’unica, la vera rappresentante del popolo tutto. E chi non ci sta, alla gogna pubblica. O al confino, oltre la ‘ramina’.

Oddio, magari lo scenario testé descritto è un pochetto apocalittico (o meglio da sogno, considerato il clima generale), ma già si evidenziano tutti i segnali. Nel senso che loro, i capi leghisti, ci stanno provando. Un esempio concreto l’abbiamo visto, anzi letto, ieri sul domenicale di partito. Ebbene, almeno tre le Leghe che hanno commentato la visita a Lugano del Consiglio federale. C’è quella di Marco Borradori che a precisa domanda (‘è stata soltanto una visita di formalità?’) risponde che lui non conosce le intenzione a monte, ma “l’incontro con la gente si è trasformato in qualcosa di imprevisto e toccante. È stato un abbraccio della gente così stretto che in piazza non ci si poteva più muovere”. Ecco il parere della Lega che governa, rassicurante e istituzionale. Poche pagine più avanti c’è il partito di Attilio Bignasca che in un lunga lettera al Consiglio federale elenca le richieste dei ticinesi per poi precisare: se la vostra visita è stata solo di circostanza con aperitivo e stretta di mano “potevate risparmiarvi il disturbo della trasferta”. La Lega che si lamenta ma tratta e nel farlo alza la voce. Infine, a fianco, il pezzo firmato da Lorenzo Quadri col titolo già eloquente: ‘Signor Presidente, non ha nientr’altro da dire al Ticino?’. E il testo: “La stampa di regime si è subito precipitata a sbrodolare sul bagno di folla e sugli applausi ricevuti da Burkhalter”. La Lega barricate e manganello, che nell’occasione bastona pure il sindaco di Lugano, nonché leader leghista, che poche pagine prima – come riportato – aveva esaltato il bagno di folla con i sette ‘ministri’ federali. Destra, sinistra e centro. Et voilà, coperto il quadro istituzionale. Poi magari la sinistra, intesa come rappresentanza tradizionale di una certa realtà popolare, per alcuni è altra cosa, ma si sa, non si può aver tutto. Eppoi son tempi così, da tutti per uno e uno per tutti.