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Rassegna stampa

Amava Gesù e la Giustizia - 18 agosto 2014

IL RICORDO

di Mario Branda, sindaco di Bellinzona (La Regione del 18 agosto 2014)

Padre Callisto aveva il dono della parola, quella giusta che sapeva raggiungere e farsi ascoltare anche da chi credente non era. Amava Gesù cui aveva dedicato la propria vita e il messaggio assoluto che incarnava, la Giustizia. Conobbi Padre Callisto quando fui chiamato nella Commissione di aiuto alle vittime di reati e lui ne era presidente. Sapeva della difficoltà della politica di riuscire a conciliare le belle parole – aiuto, sostegno, solidarietà – con la pratica, le scelte concrete che impegnano e costano. Si batté affinché alla declamazione di sacrosanti principi seguissero anche fatti, risorse concrete.

Sapeva naturalmente della complessità della vita e, quindi, della giustizia, dove la facile – e, a volte, confortante – contrapposizione tra bianco e nero, bene e male, non era quasi mai possibile, dominando invece le sfumature di grigio. Non invocava l’intransigenza della legge, ma esigeva il rispetto e il conforto di chi aveva subìto un torto, di chi era più vulnerabile.

Padre Callisto amava anche i libri e naturalmente la sua città, Bellinzona. Quando a giugno mi recai con il collega Roberto Malacrida a rendergli visita presso la parrocchia del Sacro Cuore, da lui accolti con la consueta amabilità, fui colpito dalla quantità di libri che si trovavano ovunque: su scaffali, tavoli, sedie, per terra. Sembrava dessero forma alla sua casa. Padre Callisto era infatti anche un uomo di cultura, ma non di una cultura distante, astratta, prigioniera in una torre di avorio. Egli sapeva condividerla, portarla tra la gente, da vero divulgatore. Scrisse libri su Gesù pensando anche a coloro che non credono alla sua divinità, avvicinandolo e contribuendo a renderlo comprensibile a tutti.

Scrisse pure – un’opera densa e approfondita – su un passaggio importante della storia del nostro cantone, illustrando come, dopo secoli di sudditanza e di servaggio sotto i cantoni confederati, fu uno straniero, Napoleone Bonaparte, a fare del Ticino quello che è oggi: una Repubblica e uno Stato della Confederazione con pieni diritti.

Ma Padre Callisto fu animato anche da un forte senso comunitario, contribuendo con idee e iniziative concrete allo sviluppo sociale della nostra città. Parroco della Comunità Sacro Cuore, nel 1991 fondò nello stesso quartiere il Centro Spazio Aperto. Di fatto una nuova affollata “piazza” dove prima non v’era nulla. Un luogo di incontro e di dialogo che tutti oggi frequentano. Come a lui piaceva e come lui insegnava!