...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Fede e impegno civile al fronte - 16 agosto 2014

IL RICORDO

Fede e impegno civile al fronte

di Matteo Caratti (La Regione del 16 agosto 2014)

Ci ha lasciati una personalità colta, popolare e impegnata nel sociale che ha vissuto in modo pieno e generoso, mettendo a disposizione degli altri i suoi preziosi talenti fino all’ultimo.

Sin dalla nascita del nostro giornale padre Callisto ha collaborato con noi. L’ultimo pezzo, oltre a quelli regolari per la rubrica del sabato, ce lo ha dettato a braccio in marzo in occasione del primo anno di pontificato di papa Francesco. Ci sembrava giusto chiederlo proprio a lui, uomo di fede che si è ispirato come Bergoglio al povero di Assisi. Poi, già segnato dalla malattia, ci ha concesso in clinica l’intervista-congedo per gli 80 anni pubblicata a metà maggio.

Con noi, accettando la sfida di apparire settimanalmente su un giornale laico, ha pubblicato anche diversi volumi, che riproponevano in modo organico e accessibile la sua fortunata rubrica di ‘Pensieri del dì di festa’. Pensieri volutamente dedicati ‘a coloro che non vanno a messa’. Un giorno però l’allora vescovo Togni gli disse che anche lui li leggeva quei pensieri e che quindi avrebbe dovuto aggiungere anche l’indicazione ‘e pure per coloro che a messa ci vanno’. E così fu.

Un aspetto (tanti altri ce ne sono) che lo ha distinto da tanti uomini di fede – che potrebbero come lui fare la differenza! – è stata la sua capacità di trasformare in vari ambiti, in modo semplice, grazie anche alla sua immensa cultura, il suo credo religioso in impegno civile al fronte. Anche a costo di trovarsi in minoranza rispetto al pensiero dominante. Senza andare a ripescare battaglie combattute lo scorso secolo, destando quale uomo di chiesa un certo scandalo (si pensi all’educazione sessuale nella scuola pubblica), ecco cosa ebbe a scrivere sulle nostre colonne l’indomani del voto del 9 di febbraio contro l’immigrazione di massa: «Il risultato del voto ha rafforzato in me una convinzione: i ticinesi, anche se oltre il 70% si dichiarano ancora cattolici, non lo sono affatto. Come si può votare l’ostracismo agli stranieri e credere nel Vangelo? Le due cose sono incompatibili. Chi ha detto: ‘Ero forestiero e mi avete accolto’, oppure: ‘Non fare agli altri quello che non vorresti sia fatto a te’, e ancora: ‘Amerai il prossimo tuo come te stesso’ non avrebbe votato così. Eppure conosco persone che frequentano la Chiesa, occupano posti di responsabilità in istituzioni ecclesiastiche e avranno certamente votato per l’iniziativa antistranieri (…). L’incoerenza in queste persone è al massimo! Purtroppo so che diversi stranieri da poco naturalizzati hanno votato a favore dell’iniziativa, all’insegna dell’affermazione: ‘Adesso che io sono a posto, non vengano altri a disturbarmi’. (…) Esiste una crisi profonda nel rapporto tra fede e vita. Parecchie persone credono teoricamente, ma poi agiscono in modo contrario a quello che la loro fede gli suggerisce. (…) Esistono invece atei, persone lontane da ogni credo, che di fronte all’ingiustizia verso i fratelli, alla propaganda per erigere muri ai confini e a slogan razzisti si ribellano e negano il loro appoggio a chi sostiene questa politica e agisce di conseguenza. Queste persone, perlomeno, dovrebbero ricordarsi che anche i ticinesi hanno bussato alle porte di altre nazioni (…). Qualsiasi chiusura non è solo un atto anticristiano, ma è anche un atto antisociale e anticulturale. Come frate (fratello) di San Francesco, persona che accoglieva tutti, mi sento più in consonanza con questi atei, che per me sono evangelici uomini di ‘Buona volontà’, che con cristiani praticanti o meno che del comandamento dell’amore, punto cardine della predicazione di Cristo, se ne fanno un baffo”. Parole pesanti, coraggiose, che vale la pena ricordare e meditare in suo ricordo. Grazie Padre Callisto!