...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Le buone intenzioni di Rocco Cattaneo - 9 agosto 2014

Giacomo Bassi senior, già municipale socialista di Monteceneri
(La Regione del 9 agosto 2014)

Su ‘laRegioneTicino’ di martedì 5 agosto, Aldo Bertagni intervista il presidente del partito liberale-radicale Rocco Cattaneo sulla proposta – che potrebbe diventare iniziativa parlamentare – di fare qualcosa per agevolare il confronto fra cittadini e autorità politiche, evitando nel contempo la degenerazione nell’insulto. La richiesta del Plr al Consiglio di Stato è quella di istituire un incontro mensile aperto a tutti i cittadini, con la presenza a turno e a rotazione dei 5 “ministri”, magari nell’aula del Gran Consiglio. “Solo così – argomenta Cattaneo –, guardandosi negli occhi, è possibile a volte capirsi e comprendere le ragioni degli altri”.

Mi sembra un’iniziativa lodevole ma ho qualche dubbio sulla sua riuscita. Vedo infatti il rischio di creare una tribuna dove potrebbero prevalere i violenti, i maleducati, gli urlatori e coloro che non hanno più rispetto né delle autorità, né delle leggi.

E mi chiedo: avranno spazio per parlare i cittadini educati, quelli che non insultano ancora prima di argomentare? Anche il Municipio del nostro Comune di Monteceneri ha organizzato qualche mese fa un incontro fra autorità e cittadini, che voleva essere soltanto informazione e raccolta di idee per poi studiare la sistemazione pianificatoria di un quartiere. Purtroppo – o forse per sua fortuna – Rocco Cattaneo non era presente e non ha sentito le intimidazioni e le insolenze rivolte alle autorità, con quel linguaggio che da 20 anni viene diffuso dal giornale domenicale ticinese che spesso, con testi e fotografie, offende anche la sua persona.

Quella serata pubblica, che il Municipio aveva deciso di organizzare non perché la legge richiedeva di farlo ma per essere trasparente nel suo agire – che è quello che vorrebbe anche il presidente del Plr – era stata preceduta dal taglio di 36 gomme delle auto di Municipali, segretario comunale e loro famigliari, con evidenti intenti intimidatori verso quell’autorità comunale “colpevole” di voler studiare la pianificazione di un quartiere e di toccare, forse in seguito e per il bene della comunità, gli interessi privati di alcuni proprietari fondiari… A parte il fatto che oggi nel Cantone Ticino si possono anche tagliare 36 gomme di Municipali e funzionari pubblici e restare impuniti (sono passati ben 8 mesi ma non c’è traccia dei colpevoli), io ritengo che con il clima attuale di diffusione stampata e urlata dell’insulto bisogna prepararsi al peggio quando si organizzano confronti fra autorità e cittadini. Sono passati i tempi, purtroppo, quando fra avversari politici ci si guardava negli occhi e con educazione ci si opponeva alle ragioni degli altri. In quei tempi, lontani almeno 20 anni, c’era rispetto verso tutte le autorità: nessuno avrebbe osato chiamare i Consiglieri federali “bambela, oche, capre, puffi,...” e nessun consigliere nazionale ticinese si sarebbe permesso di definire i messaggi del Consiglio federale rivolti alla popolazione “consueto battage statale di fandonie terroristiche” (‘Corriere del Ticino’, 5 agosto 2014, pagina 4).

Con questo clima, io dubito che la proposta del Plr, improntata a una migliore cultura politica, possa avere successo. Ma sono d’accordo con Rocco Cattaneo quando dice che dobbiamo fare qualcosa di concreto, subito, anche come reazione del mondo politico e istituzionale a quanto è capitato in Ticino in questi giorni (’laRegioneTicino’, 5 agosto 2014, pagina 3).

Auguro pertanto al presidente del Plr di riuscire nella sua coraggiosa proposta, volta soprattutto a limitare i danni causati a questo Cantone da chi spande letame a piene mani sulle istituzioni, sui politici e sui funzionari pubblici. In nessun caso vorrei frenare questa valida iniziativa con il mio forse eccessivo realismo. Anche perché sono ancora tanti i Ticinesi desiderosi di ritrovare una cultura politica rispettosa, sociale, e costruttiva. Chissà che mobilitando la parte sana del Cantone Ticino non sia questo il momento giusto per riuscirci?