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Rassegna stampa

Vitta e Carobbio su Bertoli - 3 agosto 2014

Anche il capogruppo PLR Christian Vitta e la consigliera nazionale socialista Marina Carobbio deplorano la pagina “anti-Bertoli”


Ticino libero del 3 agosto 2014

BELLINZONA – «Quando avvenuto in queste ore su Facebook dimostra quanto sia crescente il degrado nel dibattito politico, dove si passa troppo facilmente dal dissenso all’attacco personale e ancor peggio, come nel caso concreto, alle minacce». A parlare è il capogruppo PLR in Gran Consiglio, Christian Vitta, che interviene sulla vicenda dell’ingiuriosa pagina “anti-Bertoli“. «Questo modo di agire non fa parte della nostra cultura, dove il dialogo e il confronto civile hanno sempre avuto il sopravvento. Occorre ritrovare il piacere di fare politica basata sul confronto delle idee e il rispetto di chi la pensa diversamente da noi».

Anche la consigliera nazionale socialista Marina Carobbio interviene sulla questione. «Basta, non si può andare avanti così, con l’insulto, il dileggio, l’attacco personale. Eppure c’è anche un altro Ticino, quello della maggioranza dei ticinesi e delle ticinesi. Che non sbeffeggia, che alla denigrazione preferisce un civile confronto politico per affrontare i problemi del Cantone», scrive Marina Carobbio. «Questo Ticino deve però farsi sentire e distanziarsi da questo modo di fare. Si deve dire basta all’insulto verso chi la pensa in un altro modo, basta alle espressioni razziste e violente sul web».

«A Berna, a settembre durante la sessione autunnale delle Camere federali, sosterrò e porterò avanti quanto richiesto dalla presidente della commissione federale contro il razzismo, signora Brunschwig Graf, affinché il Consiglio federale intervenga con i responsabili dei social network per bloccare e far rimuovere le espressioni razziste sempre più frequenti», annuncia ancora Marina Carobbio. «E che agiscano anche le autorità politiche ticinesi e il Governo, distanziandosi da coloro che non solo attaccano il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli – che ha espresso una sua opinione sulla quale semmai chi non è d’accordo può dissentire e dibattere civilmente – ma anche negli altri casi di evidente spregio e aggressione verbale».