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Rassegna stampa

Tassa e multa - 20 luglio 2014

Tassa e multa, ecco la Lega di governo

LIBERO D’AGOSTINO (Il Caffè del 13 luglio 2014)

Tasse e multe. Multa e tassa! Ecco il nuovo corso della Lega, non più di lotta, ma di governo. A poco più di un anno dalla sua morte, dello spirito di Giuliano Bignasca resta solo il volto stampigliato sulla prima pagina del Mattino, ma del suo ribellismo non c’è più traccia tra i colonnelli leghisti. Chissà come avrebbe reagito il Nano, lui che aveva inventato la “taglia sui radar”, all’idea di Norman Gobbi di fare più cassa con gli autovelox? E chissà cosa avrebbe detto dei 50 agenti di polizia in più, forse davvero necessari, ma che vanno a gonfiare quel personale dello Stato, la schiera dei “fuchi coi piedi al caldo” contro cui tuonava ogni domenica? In fondo, quella del ministro leghista delle Istituzioni è la vecchia logica degli altri partiti: i problemi si affrontano, non rimuovendone le cause, ma assumendo più persone, dilatando così a dismisura un organico cantonale che incide pesantemente sul bilancio pubblico.

Chissà con quali rampognate avrebbe rimesso in riga il ministro del Territorio, il “bambela” Claudio Zali per la famigerata tassa sul “rüt”? L’odiato balzello sul sacco della spazzatura bersaglio fisso delle campagne leghiste contro la pubblica amministrazione. E quante sghignazzate si sarebbe fatto il Nano sulle contorsioni lessicali di Zali, che, poverino, si fa in quattro per spiegare al popolo leghista che quella non è una tassa, ma “un adeguamento” alle norme federali. Di peggio in peggio con l’altra trovata di Zali, che dopo aver dichiarato guerra ai parcheggi “abusivi”, sempre difesi da via Monte Boglia, vuole introdurre un’altra tassa a carico dei cosiddetti “grandi generatori di traffico”, ovvero i centri commerciali. Andavano molto meglio le cose al Territorio ai tempi del pacioso Marco Borradori, con un sorriso e una pacca sulle spalle accontentava tutti senza dispiacere mai nessuno. Povero Nano! Persino nella sua Lugano, a guida oggi leghista, si consuma lo scempio dell’aumento del moltiplicatore e della tassa sui rifiuti. Il fatto è che la Lega di governo non è dissimile dagli altri partiti, quando si tratta di far fronte alle responsabilità, e alle necessità, di bilancio. In mancanza di teste pensanti, capaci di allungare lo sguardo oltre l’esistente, si ripiega sul tassa, multa e spendi. Come da tradizione.

Persino del famoso decalogo del 2011, a cui dedichiamo in questo numero un ampio servizio, quei dieci punti che hanno messo le ali alla Lega alle elezioni cantonali, non è rimasto nulla. Con la morte del Nano tutto è andato in cenere. A far da collante al leghismo duro e puro oggi rimane solo l’ossessivo, e ormai stucchevole, attacco ai frontalieri. L’unica ragione sociale di un movimento senza più un leader, con vecchi e nuovi caporioni attenti soltanto a salvare la “cadrega”.