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Rassegna stampa

Si sLega e ti frega - 26 luglio 2014

di Matteo Caratti (La Regione del 26 luglio 2014)

Inizia a delinearsi uno dei principali temi delle prossime elezioni cantonali: le molte promesse (mancate) della Lega. Noi, a dire il vero, il tema lo abbiamo già trattato da tempo e a più riprese. La novità è che ora anche altri mass media, solitamente prudenti (eufemismo), iniziano ad affrontare le contraddizioni con un certo piglio. Lo fanno probabilmente anche perché è ormai impossibile non accorgersi della lunga lista di promesse elettorali, scioltesi come neve al sole, fatte dal partito di maggioranza relativa. Lista che parte, come abbiamo già evidenziato, dai frontalieri che anziché diminuire, anziché dimezzarsi scendendo come promesso a quota 35 mila, sono raddoppiati, superando soglia 60 mila, per poi arrivare alle ridicole precisazioni di carattere semantico che spingono il ministro Zali a non voler chiamare la tassa sul sacco ‘tassa’, o il ministro Gobbi a glissare sulle multe e il far cassetta, anche grazie ai nuovissimi e potenti radar (che a suo dire non sono radar).

Cambiamenti radicali per leghisti nati e cresciuti all’ombra di un Bignasca Giuliano, che era persino giunto a mettere la taglia sui radar, o che considerava la tassa sul sacco un ‘fetido balzello’. Ciliegina sulla torta è poi quanto sta avvenendo in Municipio a Lugano con l’aumento delle imposte e la lievitazione del moltiplicatore comunale, o con lo sfratto delle prostitute a Besso. Decisioni (per altro giustissime), queste, che Giuliano Bignasca non avrebbe mai permesso. Il settore delle luci rosse non è fra i migliori inserzionisti del Mattino? E lo slogan leghista anti-sinistra non è forse ‘sei un esponente del partito delle tasse’?

Ogni volta che ricordiamo alla Lega questi clamorosi dietrofront ci assicuriamo – e a noi non dispiace – un titolo, una foto e un’articolessa sul Mattino. Li capiamo benissimo i nipotini del Nano, visto che, in particolare l’onorevole direttore del foglio, non sa più che pesci pigliare nel Ceresio. Per anni ha nutrito i suoi lettori, che poi sono anche in parte la base elettorale del movimento, a pane e promesse populiste. Pie illusioni, promesse ardue, se non impossibili, da mantenere adesso che sono nella stanza dei bottoni a Bellinzona e Lugano. Vedersi quindi ricordare ora (e non solo da ‘laRegioneTicino’) la crescente incoerenza, fa loro tremare le vene ai polsi. Anche per questo la Lega si sta sempre più slegando, diventando ancora più inaffidabile. Non una lega, tante leghe. Non un Nano, tanti nanerottoli. A questo tema speriamo se ne affianchi subito un secondo: quale alternativa? Non è infatti più sufficiente dire che ‘la Lega non solo si slega, ma pure ti frega’. I partiti, se desiderano veramente continuare a costruire, schiacciando il populismo in un angolo, devono uscire dall’attuale letargo. Cosa sono in grado di offrire in particolare al ceto medio e al nuovo ceto medio, oggi composto anche da operatori della piazza finanziaria sempre più disorientati? Fin qui (speriamo che sia colpa dell’estate) non abbiamo sentito nulla di particolare, anche se almeno un partito ha già dato avvio alla campagna elettorale.