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Rassegna stampa

Mala tempora currunt - 27 giugno 2014

di Franco Celio, deputato Plr (La Regione, 27 giugno 2014)

L'ultimo giorno della sessione parlamentare è stato caratterizzato da un increscioso incidente, fortunatamente inedito, o comunque rarissimo, alle nostre latitudini (solo i ‘topi di biblioteca’ ricordano un episodio analogo fra Edoardo Zeli e Cherubino Darani, più di cinquant’anni fa!). Mentre il deputato Pronzini, dell’Mps, stava illustrando una sua iniziativa, oggettivamente discutibile, il coordinatore della Lega, irritato dai toni un po’ polemici del collega, che tra l’altro aveva definito ‘culodipietra’ (termine coniato peraltro proprio dal domenicale leghista), un noto rappresentante del suo partito a Berna, ha cercato più volte di interromperlo. Peggio ancora ha fatto un altro deputato della Lega, che si è perfino permesso di minacciare lo sgradito oratore di prenderlo a cazzotti! Quasi a giustificazione delle minacce, costui (o il coordinatore, non ricordo bene) ha poi definito inaccettabile il fatto che Pronzini avesse criticato ‘persone assenti’. Come se il ‘Mattino’, o i suoi rappresentanti, non l’avessero mai fatto!

L’iniziativa dell’Mps, ripeto, a mio parere era più che discutibile. Ma questo non ha alcuna importanza. Quel che conta (o almeno contava fino a ieri) è il diritto del deputato di sostenere la sua opinione; diritto che il partito citato (che, ricordiamolo, è quello di maggioranza relativa in governo!) ha cercato, in parte riuscendovi, di impedirgli di esercitare. Il che è, a dir poco, sconcertante. Che certi energumeni si permettano comportamenti che sembrano preludere a un caso Matteotti in salsa ticinese, dovrebbe infatti preoccupare chiunque ha a cuore la democrazia. Di fronte a comportamenti così rozzi e incivili, la reazione avrebbe dovuto essere ben più energica di quella titubante del presidente del legislativo. Il ‘richiamo formale’ rivolto all’autore della minaccia (e l’assenza di qualunque richiamo a chi aveva interrotto ripetutamente il deputato che aveva la parola) equivale al classico cerotto su una gamba di legno. Se il parlamento non sa difendere con più incisività i diritti dei suoi membri, è proprio il caso di dire ‘mala tempora currunt’!