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Rassegna stampa

Le debolezze della Lega - 24 giugno 2014

di Aldo Bertagni (La Regione del 24 giugno 2014)

Quanto capitato ieri pomeriggio in Gran Consiglio (i leghisti se ne sono andati in gruppo, abbandonando l’aula per protesta contro Expo 2015) conferma un sospetto che abbiamo da tempo: dare la maggioranza relativa alla Lega dei Ticinesi non serve perché non sa cosa farsene, visto che vive e cresce solo col caos e la protesta. A prescindere. L’oggetto ieri motivo di tanto ‘clamoroso gesto’, infatti, si presta a più interpretazioni e anche noi siamo convinti che non si possa ignorare il verdetto popolare appellandosi ai formalismi. Perché se è vero che il prossimo 28 settembre voteremo sul credito di 3,5 milioni per la partecipazione a Expo 2015 e non daremo direttamente una risposta alla domanda se partecipare o no, nella sostanza accogliere o bocciare quel credito significa esprimersi indirettamente sulla partecipazione ticinese all’esposizione universale. Decidere di partecipare comunque (perché altrimenti si arriva in ritardo) prima del voto popolare, significa sminuire il valore della democrazia diretta. Poi il governo ha ragione nel sostenere che comunque vada il prossimo 28 settembre sarà tardi per assumersi impegni, ma se siamo giunti a questo punto il responsabile è lo stesso Consiglio di Stato che non ha pubblicato il credito in tempo utile. Nel tentativo di pulire una macchia, il governo l’ha spalmata su tutto il vestito. Poi – siamo seri! – da qui a gridare al ‘colpo di Stato’ come ha fatto ieri il capogruppo leghista, c’è ovviamente il mare. Anzi, c’è la differenza che passa fra chi agisce politicamente cercando di agire per il bene del Paese (con tutte le difficoltà del caso) e chi usa il palco istituzionale per raccogliere facili applausi.

Lo stesso palco che calca regolarmente la Lega dei Ticinesi a un anno dalle elezioni cantonali. Vi ricordate? Quand’era vivo Giuliano Bignasca partiva, puntuale come un orologio, un’iniziativa per sgravi fiscali. Promossa non tanto per vincere e spuntarla, quanto piuttosto per scaldare i motori elettorali. Gli è sempre andata male – in queste circostanze – con le votazioni popolari, ma benissimo con le elezioni, segno che funziona. E cosa meglio di Expo 2015 (la fanno gli italiani, sono saltate fuori buste e bustarelle) può garantire ai leghisti mesi e mesi di polemiche infuocate con ampia visibilità e sicuro successo? Elementare. Se poi il Consiglio di Stato ci mette del suo e offre spunti ulteriori (ci andiamo comunque), beh allora sarà davvero una campagna in carrozza. Questo pensano (non a torto) i leghisti. A riprova che il movimento dei Bignasca vive e cresce solo sulla protesta e non certo sui progetti, sulla governabilità. Pur di non affondare, sono capaci di cambiare opinione in cinque minuti o sparare addosso ai propri consiglieri di Stato. Il tutto, naturalmente, senza la minima vergogna.

E allora che si faccia davvero la campagna su Expo, che si dica con chiarezza e argomenti perché il Canton Ticino deve esserci. Si ‘usi’ lo stesso strumento leghista (il referendum) per far dire al Paese forte e chiaro che non se ne può più. Che è giunto davvero il momento di voltare pagina senza ignorare le difficoltà e le contraddizioni – che ci accompagneranno sempre, perché così è la vita –, ma al contempo con la convinta determinazione che non ci mancano le qualità per farcela. Di più. Che ce la facciamo da tempo, nonostante le apparenze e i diversi ‘registi della paura’ che si aggirano nel Cantone. Ma bisogna crederci, senza se e senza ma. Occorre aver voglia davvero di cambiare marcia a questo Paese. Non solo, magari, durante le campagne elettorali. Quanti sono pronti a metterci la faccia?