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Rassegna stampa

Religione a scuola - 14 giugno 2014

Religione a scuola, i motivi del no

(Carlo Curti, Lugano, Corriere del Ticino del 14 giugno 2014)

I motivi del «no alla religione nella scuola pubblica» sono questi: 1. Lo stato è per sua natura laico e non è quindi proponibile l’insegnamento di una religione in particolare. 2. Gli insegnanti di religione non sono formati e selezionati attraverso i canali con cui lo Stato forma e seleziona gli altri insegnanti. 3. In una società multietnica e multiculturale semmai l’unica soluzione sarebbe quella di offrire la possibilità di scelta tra le religioni più importanti. 4. La religione cattolica a scuola genera un conflitto educativo con altre discipline, laddove particolari aspetti dottrinali della prima possono trovarsi in contrasto con messaggi educativi di carattere scientifico (il contrasto creazione/evoluzione scientifica della vita) e civico – sociale (diritti delle persone omosessuali, piena parità di genere, valori repubblicani di democrazia e di libertà di pensiero e di espressione che contrastano sia con la realtà di Stato assoluto e «maschiocratico», sia con l’accettazione di una verità scritta e immutabile). 5. La religione cattolica ha già i propri canali educativi per chi sceglie di seguirla: esistono scuole paritarie cattoliche, elementari, medie e superiori un po’ dappertutto, che ricevono soldi pubblici, ed esiste il catechismo nelle parrocchie. La sua presenza anche nella scuola statale pubblica e laica appare come una vera ingerenza. 6. La dottrina cattolica è l’unica non utile a uno scopo di cultura generale. La sua conoscenza è già affrontata all’interno di altre discipline come la storia, l’arte, la musica, le scienze. 7. Nella scuola dell’obbligo sono ancora perlopiù assenti materie attuali come l’informatica e quelle tecnologiche che riguardano l’informazione e la comunicazione. Hanno pure pochissimo spazio i temi socio-culturali come cittadinanza, diritti e costituzione. Perciò è sempre più pressante che al posto della religione cattolica siano ufficialmente inserite simili discipline. 8. La religione è una scelta personale che va coltivata fuori dalle aule scolastiche pubbliche. Il tutto ovviamente con buona pace di chi (con la mitra o senza) tenta di fare esclusivamente il proprio interesse.

Carlo Curti, Lugano