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Rassegna stampa

La politica é ingovernabile - 8 giugno 2014

La politica è ingovernabile, il Paese sbanda

LIBERO D’AGOSTINO (Il Caffè del 8 giugno 2014)

Fosse possibile, sarebbe meglio votare adesso per rinnovare governo e parlamento, senza estenuarsi aspettando l’aprile 2015. La campagna elettorale è, difatti, cominciata già da mesi e nelle ultime settimane si è pure fatta più dura. Bloccando la vita politica e amministrativa del cantone. Di una legislatura in gran parte persa, resta ormai solo uno scorcio che non promette niente di buono. Che non permetterà nemmeno di gestire l’ordinaria amministrazione senza plateali scontri ad uso elettorale.

La legge sulla prostituzione, al di là dei suoi congeniti e vistosi difetti, è stata rispedita al mittente, non fosse altro che per mettere in difficoltà, con l’apporto determinante del Plrt, il ministro delle Istituzioni, il leghista Norman Gobbi. La Lega restituisce subito il colpo. Schierandosi con i socialisti e l’ala social-sindacale del Ppd, blocca, alla vigilia dell’arrivo in parlamento, la legge sugli orari dei negozi, dopo che la stessa era stata per tre anni a decantarsi nella sottocommissione della Gestione. Una legge di cui, peraltro, si discute da almeno un ventennio.

Sul credito da 3,5 milioni per la partecipazione del cantone all’Expo 2015, si è innescata una farsa, degenerata, poi, in un pasticcio istituzionale che ha pochi precedenti. Sotto le forche caudine del referendum della Lega, che vuole usarlo come leva elettorale, il credito è stato dimezzato a 1,7 milioni dal governo, che non sa però come finanziarlo senza aggirare la volontà referendaria e le procedure istituzionali. Certo è che il Ticino sta facendo una miserabile figura con la Confederazione e i tre cantoni, Uri, Vallese e Grigioni, partner della partecipazione all’Esposizione milanese. Chissà che ridere oltre Gottardo. Il quadro è davvero desolante.

La politica cantonale è allo sbando. Messa fuori carreggiata da un governo a maggioranza relativa leghista, ma contro cui la Lega fa opposizione a tutto campo, non risparmiandosi clamorose giravolte. Ma anche da un parlamento che, tra una scaramuccia e l’altra, non riesce a fare maggioranza. Difficile governare il Paese in queste condizioni.

Ora che la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf ha convinto la deputazione ticinese (leghisti e udc compresi) quanto sia pericoloso insistere col blocco dei ristorni delle imposte dei frontalieri, viene pure meno il diversivo della comune battaglia, da destra a sinistra, contro i lavoratori d’oltre confine. Un diversivo su cui tutti i partiti, in mancanza d’altro, hanno cercato di conquistarsi visibilità e riconoscibilità politica. Da qui ad aprile se ne vedranno ancora delle belle.