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Rassegna stampa

Leghisti trasformisti - 5 giugno 2014

di Matteo Caratti (La Regione del 5 giugno 2014)

Ma come si fa ad amministrare la cosa pubblica, cercando di raggiungere obiettivi concreti in questo cantone? Come si fa se, un giorno uno (non uno qualsiasi, ma un ministro o un presidente di partito) dice una cosa e il giorno dopo si rimangia tranquillamente la parola e ne dice un’altra?

Già, solo questa settimana ci son passati sotto gli occhi un paio di casi particolarmente significativi, concernenti due dossier non propriamente secondari. La partecipazione del Ticino a Expo Milano 2015 e il blocco dei ristorni dei frontalieri. Martedì il governo compatto (quindi anche col consenso dei consiglieri Zali e Gobbi) ha proposto alla gestione di dimezzare il credito per Expo, mentre il giorno dopo la maggioranza d’acciaio pare si sia sciolta come neve al sole: i due leghisti in Consiglio di Stato hanno manifestato dubbi ai loro colleghi e sarebbero ormai pronti a fare una bella giravolta e a riallinearsi sulle posizioni del loro movimento. Movimento che il giorno prima aveva consegnato oltre 12’000 firme (quando ne bastavano 7’000) contro il credito per gli eventi nostrani in vista dell’Expo. Mica male, eh?

Tutto qui? Nossignori, anche cambiando di capitale, gli atteggiamenti non mutano. La grossa notizia di ieri è che gli esponenti leghisti della deputazione alle Camere federali si sono lasciati convincere, dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, che, vista la posta in gioco (i negoziati Svizzera-Italia quasi maturi), è meglio temporeggiare almeno sino in primavera e non bloccare i ristorni ai frontalieri.

Un cambio di fronte in casa leghista in quel di Berna che ha dell’incredibile, considerando la campagna stampa condotta da tempo dal ‘Mattino’, da sempre favorevole al blocco dei ristorni. Da quel ‘Mattino’, non dimentichiamolo, diretto dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri! Forse che ve ne siano due di Quadri che la pensano in modo diametralmente opposto e non ce ne eravamo mai accorti? Nossignori, neanche per sogno, di Quadri ve n’è uno solo (e a dire il vero uno basta e avanza!). Intanto però, il coordinatore della Lega, Attilio Bignasca, per evitare al movimento di via Monte Boglia una figuraccia, si è affrettato a dire che i due ministri leghisti (Zali e Gobbi) sono con lui, per il blocco dei ristorni, sul fronte opposto rispetto a quello occupato da poche ore (ma chissà per quanto ancora?) da Quadri e Pantani.

Torniamo dunque alla domanda iniziale: come si fa a governare in queste condizioni?

La risposta è molto semplice: non si governa, perché chi ha la maggioranza relativa a Palazzo non vuole necessariamente governare. E perché mai? Perché la Lega non vuole assumere le responsabilità di governo, il che significa essere anche disposti ad andare – se necessario – in direzioni che non necessariamente sono popolari.

Insomma, il vero nodo della questione per chi decide in base al tornaconto elettorale e si muove a seconda degli umori della popolazione, è che appena il vento cambia bisogna esser pronti a cambiare anche campo e a mutare opinione. Viva il trasformismo. In Ticino poi, siccome siamo speciali, il populismo viene persino assecondato da politici dello stesso partito, capaci di occupare posizioni allo stesso tempo anche incompatibili. Ricordate la vicenda del moltiplicatore di Lugano, con la Lega contemporaneamente al governo e all’opposizione con soluzioni diverse? La maggioranza relativa nell’esecutivo e un piede sempre in piazza… Così, comunque vada, si vince. E il Paese?