...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Politica e mediocrità - 31 maggio 2014

di Nicoletta Barazzoni (La Regione del 31 maggio 2014)

La schiettezza con cui Monica Piffaretti dalle pagine di questo giornale ha messo in chiaro il clima che serpeggia (intendiamo con serpeggia il modo di procedere tipico dei rettili a sangue freddo) nei corridoi spesso poco illuminati e illuminanti della politica ticinese non ci sorprende affatto anzi saremmo rimasti delusi se la sua schiettezza non avesse preso posizione in questa deludente ma comprensibilissima decisione della Consigliera di Stato Laura Sadis, che abbiamo sin da sempre stimato non tanto per la sua appartenenza partitica ma per la sua morale, la sua etica e l’onestà con cui vive la res publica. I politici di oggi non godono di grande rispetto, il livello di chi ci governa è scaduto, corrono in carica personaggi a cui non daremmo in custodia nemmeno il nostro porcellino a forma di salvadanaio. Camaleonti sociali eletti dal popolo ma che una volta eletti si trasformano in marionette con il sorriso pseudo rassicurante in volto, facendo finta di dimenticarsi del motivo per cui sono stati eletti.

La menzogna dilaga, i proclami del fate quello che dico ma non quello che faccio sono oramai talmente radicati che se un politico sgarra, nell’accezione comune del sistema politico, il suo agire rientra nella normalità.

Laura Sadis si è conquistata un riconoscimento politico e sociale con autorevolezza e grande serietà, denotando la sua trasparenza che l’ha resa credibile agli occhi della popolazione e anche agli occhi di quei cittadini che non la pensano come lei.

I politici li misuriamo sui fatti e Laura Sadis ha avuto (ed ha tutt’ora) le competenze dell’agire tecnico che ha saputo mettere in atto con grande umanità in rappresentanza del popolo sovrano. E non per interessi sotterranei, e non per asservire il suo partito ma per portare avanti dossier e progetti con il consenso dei partiti di governo.

Il ruolo del politico è una summa di molte attitudini e Laura Sadis le ha sapute mettere a disposizione con impegno, anche verso chi non le ha dato la fiducia del voto.

Spesso tra amici ci rimproveriamo di non esserci mai messi a disposizione per esprimere la nostra appartenenza politica candidandoci anche solo alle comunali.

Siamo convinti che entrare in politica vorrebbe dire rinunciare alla nostra essenza, alla nostra vera natura, alla nostra totale incapacità di barare, di raccontare balle, di scendere a compromessi immorali perché lo sanno tutti che per fare carriera politica non si è obbligati a contemplare non diciamo l’etica ma almeno i suoi scrupoli.

Perciò nutriamo grande ammirazione per chi come Laura Sadis ha avuto il coraggio di difendere, come scrive Monica Piffaretti, la sua figura indipendente, lavoratrice, capace di tirar dritto e non qualcuno che più incarna direttamente (eufemismo) le pretese dei vari ‘clientes’. Beninteso non stiamo mettendo tutti sullo stesso piano perché di politici onesti ce ne sono ma fino ad oggi non sappiamo a chi fare riferimento. Laura Sadis ci aveva dato qualche speranza, ci piaceva pensare che non è proprio così tutto perduto e da buttare.

Ma adesso che Laura non c’è temiamo di rientrare sulle nostre posizioni iniziali, sulla convinzione che è la mediocrità a profilarsi sempre di più, che sono i regolamenti tribali a farla da padrone, e che è sempre più difficile vedere all’opera politici onesti perché capaci e politici capaci perché onesti.

Il rigore e la coerenza che abbiamo avvertito nella ministra dell’Economia dovrebbero essere valori iscritti d’ufficio nel decalogo del buon politico. Ma purtroppo è finito l’inchiostro.