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Rassegna stampa

Conversazione bollente in casa leghista - 14 maggio 2014

Raoul Ghisletta (Corriere del Ticino del 14 maggio 2014)

Per svariati giorni il Mattino della domenica ha attaccato la neoprocuratrice Item, di area UDC. Anche altri media hanno seguito l’affaire Item e pure vari politici sono intervenuti per dire la loro. L’affaire si è concluso con le dimissioni della neoprocuratrice da una carica importante, per un fatto in cui non si sa nemmeno se lei è perseguibile. Si è parlato ovviamente di limite etico, superato a giudizio dei più e anche mio.

Tutto tace invece sul coinvolgimento del coordinatore della Lega, granconsigliere e capogruppo in Consiglio comunale a Lugano, Attilio Bignasca, nell’affare Lumino’s/Girardi. Nella conversazione pubblicata su Il caffè e ripresa da vari siti si apprende che Attilio Bignasca si lascia convincere dalla promessa di versamenti al suo settimanale partitico da parte del proprietario del bordello sopracenerino, Girardi, definito da Bignasca un «disperato napoletano». Da quel che si capisce i versamenti avrebbero dovuto favorire la riconversione del bordello in un centro per asilanti grazie all’intervento personale di Attilio Bignasca nelle alte sfere della politica cantonale. Cosa per Bignasca sicuramente agevole, visto che si tratta di una delle persone più potenti nel primo partito del Canton Ticino.

Appare poi chiaramente come Attilio Bignasca e il Mattino della domenica siano pienamente disponibili ad accogliere pubblicità di napoletani disperati, di proprietari di bordelli e di affaristi che sfruttano le prostitute straniere e gli asilanti. Bella coerenza per la Lega che si scaglia politicamente contro gli stranieri e gli asilanti! Chi sfoglia il Mattino della domenica vede d’altronde che i maggiori finanziatori sono proprio gli ambienti a luci rosse stranieri (gli inserzionisti nostrani del Mattino sono proprio in bella compagnia, non c’è che dire!).

In secondo luogo mi chiedo cosa sarebbe successo se Saverio Lurati, Giovanni Jelmini, Rocco Cattaneo, Marco Chiesa o Sergio Savoia (o i rispettivi presidenti a livello luganese) fossero stati invischiati in questo tipo di conversazione con il proprietario di un bordello, come avvenuto per Attilio Bignasca? Il Mattino della domenica avrebbe aperto una campagna stampa per chiederne le dimissioni, come fatto nel caso Item? I vari quotidiani si sarebbero interrogati sul limite etico da inserire nel procacciamento di finanziamenti per i partiti e i loro organi politici? Attilio Bignasca ha tra l’altro anche inizialmente negato che gli incontri con Girardi (poi risultati registrati) siano avvenuti: segno veramente che qualcosa non quadra in questa faccenda anche per Bignasca.

Per me è francamente inaccettabile che un parlamentare e consigliere comunale di Lugano si lasci trascinare in un simili discorsi di scambio tra intercessione politica (tirare la giacca al consigliere di Stato di turno) e soldi per il giornale di partito. È già inaccettabile in assoluto, ma lo è ancora di più quando questo discorso avviene con il proprietario di un bordello. La credibilità di Attilio Bignasca è ridotta a zero: chi entra in questo tipo di discorsi non può pontificare sugli altri.

Occorre una forte presa di coscienza in tutti i partiti. Occorre che i responsabili dei partiti in Ticino si distanzino nettamente da simili episodi ed esigano le dimissioni di Attilio Bignasca da tutte le cariche. Il silenzio in questo caso potrebbe indicare o una sottovalutazione dell’episodio o una pericolosa assuefazione all’abbassamento del livello etico della politica in atto in questo Cantone per causa di chi ben sappiamo.