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Rassegna stampa

La torcia del PLR nella palude - 5 maggio 2014


di Matteo Caratti (La Regione del 5 maggio 2014)

Urca! Non si sono ancora spenti i riflettori sulla bufera Item, che interessa Procura, Consiglio della Magistratura e Ufficio presidenziale del parlamento (che deciderà oggi verosimilmente di riaprire il concorso, tanto erano quotati i concorrenti anche della Lega!), che un altro partito riporta alla ribalta un’altra patata bollente. E le luci, questa volta, sono rosse. A farlo è il Plr che lascia intendere come un altro scandalo – quello del Lumino’s – potrebbe presto riaprirsi. Sin dal suo scoppio abbiamo sostenuto che il caso, che ha fatto emergere relazioni pericolose fra alcuni esponenti di peso del partito di maggioranza relativa di via Monte Boglia e il mondo della prostituzione, doveva essere indagato più a fondo dalla politica, ma poi a causa della morte del consigliere di Stato Michele Barra e con l’uscita di scena di un alto funzionario, il tutto si è calmato. Indagato più a fondo indipendentemente dall’inchiesta della Magistratura, che, come noto, ha portato in carcere il gerente del postribolo per diversi reati, tra cui il più grave è la tentata coazione, scoperchiando un sistema – l’ormai prossimo processo dirà quanto ampio – che, grazie allo sfruttamento delle abitudini sessuali dei frequentatori videosorvegliati del postribolo, si assicurava o sperava di assicurarsi, una certa forza contrattuale quando mercanteggiava con politici e istituzioni.

Quando il malaffare venne a galla, il Ticino scoprì quanto Girardi si rivolgesse con estrema disinvoltura a taluni leghisti. Solo leghisti! Perché mai? Leghista era l’ex granconsigliere Poli amministratore della società del postribolo videosorvegliato; leghista era il deputato municipale Bergonzoli, che accompagnò Girardi dal neoconsigliere di Stato Michele Barra, pure lui leghista, divenuto poi vittima e denunciante di Girardi per le registrazioni degli incontri e il video dell’alto funzionario del suo dipartimento. E infine leghista è Bignasca fratello che, affetto da improvvise amnesie selettive, non si ricordava più di aver sentito al telefono e incontrato a più riprese proprio il Girardi. Semplicemente ridicolo! Tanto più che quel Girardi gli ha persino proposto affari con gli asilanti! Con quegli asilanti presi una domenica sì e l’altra pure a calci nel sedere dalla Lega, ma che poi stando al ‘Caffè’, sarebbero potuti venir buoni anche per foraggiare i conti del ‘Mattino’. Ora, se scende in pista il Plr, che da troppo tempo sta alla finestra, a chiedere chiarezza massima è un bene. Perché si tratta di un partito prudente, non solito a promuovere azioni di questo genere. Quindi, se si avventura munito di torcia fra le maleodoranti paludi del Lumino’s e se giunge persino a puntare molto in alto, ipotizzando persino l’istituzione di una Commissione parlamentare inquirente, cosa significa? Che ha buoni motivi per farlo. Nessun partito si può permettere un bluff, alzare il tiro e poi schiantarsi a pochi mesi dalle elezioni. Oltretutto, si sa, che la Lega – pur di difendere l’indifendibile e proteggere le sue scatole nere – da anni ormai ci ha abituati a tutto col suo Mattino-panzer. Ecco quindi la domanda centrale: perché il partito di Rocco Cattaneo si sta muovendo? Cosa ha in mano di tanto scottante? Di quali e quanti errori a livello di dipartimento e di amministrazione cantonale ha sentore? La questione è troppo importante per rimanere nel limbo dei detti e non detti. Se il Plr è dunque a conoscenza di fatti ancor più clamorosi di quelli già noti, non attenda oltre: scopra le sue carte e li denunci pubblicamente, aiutando anche la Magistratura nel suo lavoro. E, se necessario, che si dia avvio a un’inchiesta parlamentare.