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Rassegna stampa

La Lega impazzisce - 20 aprile 2014

Sì, no, forse... Va in scena la politica del "dietrofront"

La Lega impazzisce per le troppe giravolte

Clemente Mazzetta (Il Caffè del 20 aprile)


La politica della maionese impazzita: prima sì al moltiplicatore cantonale, poi no. Prima sì  ai "tagli" ai sussidi per i premi delle cassa malati, poi dietrofront. E se la Lega in Municipio a Lugano, col sindaco Marco Borradori e il municipale-deputato Michele Foletti, propone di aumentare il moltiplicatore all'80%, quella di via Monte Boglia si mette di traverso. Se la Lega di Roberta Pantani a Chiasso sostiene i progetti per Expo 2015, quella di Monte Boglia li boicotta, annunciando un referendum. È  la nuova politica dell'"avanti-dietrofront".
"Un modo di procedere che crea incertezza e instabilità politica", commenta il presidente del Ppd Giovanni Jelmini, che giudica l'attuale protagonismo della Lega inversamente proporzionale alla sua credibilità. Parla addirittura di "schizofrenia politica" il capogruppo dell'Udc, Marco Chiesa: "Questa Lega è diventata inaffidabile, schizofrenica, dice una cosa e ne fa un'altra. Non ha ancora deciso cosa fare da grande, se essere Lega di governo o d'opposizione. La prima serve per rivendicare poltrone, la seconda per guadagnare voti". Sottolinea una mancanza di coerenza pure la capogruppo del Ps Pelin Kandemir: "In questa confusione noto anche una certa conflittualità interna, che spero venga superata  per evitare effetti negativi sul Paese".
Intanto il coordinatore della Lega Attilio Bignasca, artefice principale delle giravolte, ha preannunciato il referendum contro il finanziamento per le iniziative ticinesi ad Expo 2015 e minacciato un altro sul credito per la Fondazione Agire, che si occupa di start-up e promozione tecnologica per le imprese. Manca solo che il prossimo 18 maggio voti contro l'amnistia fiscale, e il capovolgimento sarà totale. Il che non sarebbe una novità: nel 2012 la Lega s'era schierata contro l'amnistia dopo averla chiesta con un'iniziativa parlamentare assieme a Ppd, Plrt e Udc. "In verità sono preoccupati degli insuccessi a livello di governo, dei mancati obiettivi, del decalogo elettorale rimasto lettera morta - spiega Chiesa -. Hanno paura di non riconfermare i due consiglieri di Stato. Per questo hanno deciso di ritornare a fare opposizione, a contestare tutto. Costi quel che costi".
Il doppio ricambio ravvicinato in governo rende difficile al neoministro Claudio Zali di profilarsi meglio. In difficoltà pure Norman Gobbi, direttore delle Istituzioni, alle prese con scelte  contestate: aggregazioni comunali, corpo unico delle polizia e legge sulla prostituzione. Per questo la strategia di Bignasca di riproporre i toni accesi di quel populismo che li ha proiettati al comando di Lugano e in maggioranza relativa in governo, sembra essere la soluzione più ovvia e "pagante". Così la Lega è tornata a battere la scarpa sul tavolo.  Ora però le giravolte sono forse troppe. Sì, no, ma.., un susseguirsi di ordini contraddittori che disorienta tutti. Da far venire la voglia di scendere dal carro esponenti di primo piano del movimento. Come Foletti che si è dimesso da capogruppo parlamentare di fronte al ribaltamento su Expo 2015, che ha tolto di mezzo il progetto di Chiasso e minato  la politica di apertura di Lugano per la grande esposizione di Milano.
Le sue dimissioni - al momento congelate, la Lega ne discuterà nell'incontro di martedì prossimo - segnano però un punto di non ritorno. Da una parte si consolida l'asse Borradori-Foletti a Lugano con il supporto di Pantani a Chiasso, i colonnelli con responsabilità, alla guida delle città. Dall'altro quello movimentista di Bignasca con il sostegno di Lorenzo Quadri, direttore del Mattino che amplifica i toni del populismo leghista. La distanza fra le due Leghe si misura anche dalle parole di Bignasca su Borradori: "Mio fratello non gli ha mai chiesto se poteva lanciare o meno un referendum". E su Foletti liquidato con un "è stressato da troppo lavoro in Municipio e in parlamento". Già pronto il sostituto come capogruppo: Daniele Caverzasio.

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@clem_mazzetta