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Rassegna stampa

Robbiani: colpevole o vittima? - 12 aprile 2014

di Giancarlo Nava, consigliere comunale IaS, Mendrisio
(La Regione del 12 aprile 2014)

Una carica pubblica richiede dignità e rispetto di leggi e regolamenti. Massimiliano Robbiani, municipale e granconsigliere della Lega, non l’ha ancora capito. Dopo essere stato sanzionato l’anno scorso da un Pretore per ingiurie nei confronti di un avvocato, dopo aver stracciato le bollette delle imposte federali dando un pessimo segnale di civica ai nostri giovani, ora si permette su Facebook di paragonare esseri umani a sacchi della spazzatura. Per questo è da salutare positivamente il coro di indignazione espresso in questi giorni dal Consiglio comunale di Mendrisio da parte di tutti i gruppi politici, tranne la Lega, e la naturale richiesta di autosospensione dalle cariche politiche in attesa della sentenza della magistratura, chiamata ad esprimersi. L’articolo 261 bis del codice penale svizzero infatti parla chiaro: … chiunque, pubblicamente, mediante parole, scritti, immagini, gesti, vie di fatto o in modo comunque lesivo della dignità umana, discredita o discrimina una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione o, per le medesime ragioni, disconosce, minimizza grossolanamente o cerca di giustificare il genocidio o altri crimini contro l’umanità; ... è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

E giustamente l’Associazione dei docenti di storia (Atis) ha diramato un comunicato in cui dichiara “inammissibile il comportamento tenuto dal deputato Robbiani. L’Atis ricorda, per esempio, che proprio in questi mesi, la Commissione speciale scolastica (di cui Robbiani fa parte) è chiamata a riflettere sull’applicazione dell’iniziativa ‘Per l’introduzione della civica a scuola’. Come può un deputato, che si permette di condividere pubblicamente contenuti offensivi e discriminanti, proporre soluzioni credibili in un ambito, come la scuola o l’educazione civica, che ha obiettivi diametralmente opposti?” In attesa di conoscere il seguito di questa ennesima triste vicenda mi sembra opportuno riflettere sul comportamento di questo leghista della prima ora chiedendoci: è colpevole per i suoi atti, di cui spesso non si rende conto, o è vittima di un ventennio di nefandezze impunite? Ricordiamoci che i maestri di Robbiani gli hanno insegnato il turpiloquio e la tecnica di demolire l’avversario insultandolo e denigrandolo, hanno pubblicato paginate razziste e denigratorie, senza ricevere condanne: “Rom raus” o “Campi di lavoro per i rifugiati”, “Troppi neri sui bus o in nazionale”, “Muri al confine con cani lupo a difesa della Svizzera”, “Taglia sui radar”, “Meglio morti che Marty”. Ancora poche settimane fa il nostro eroe a Lugano batteva le mani a Mario Borghezio, un campione italiano di razzismo e di xenofobia di cui si potrebbe parlare per un libro intero.

Come fa Robbiani a capire di essere nel torto quando da 20 anni gli hanno insegnato a colpire duro per poi scusarsi o al limite minimizzare parlando di “satira”?

La Lega sta diventando istituzionale, un Partito come gli altri, propone di aumentare il moltiplicatore a Lugano dopo aver propagandato il contrario per anni, deve applicare le tasse sui rifiuti dopo averle combattute, deve installare i radar, dopo aver predicato di romperli ecc. Robbiani è disorientato, non riesce a capire, rimane fedele ai suoi maestri ed è pure scoraggiato per la inesistente difesa dei suoi in Consiglio comunale. Ma cosa pretende? Che gli andiamo noi in soccorso?

Io credo che il Ticino ha un grande bisogno di etica, di pulizia, di ricerche storiche sul terribile ventennio che abbiamo trascorso. È ora di spezzare i luoghi comuni e di parlar chiaro, di dire basta alle connivenze, di pubblicare certe sentenze per aprire gli occhi ai giovani.

Vi è un certo risveglio nei mass media che deve continuare. È ora che tutte le forze politiche abbandonino la rassegnazione e l’indifferenza e tornino ai valori civili del nostro Stato di diritto. Riacquistiamo la salutare capacità di indignarci e di batterci per le giuste cause. Il Ticino ne ha tanto bisogno.