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Rassegna stampa

Manifestazione a favore di Arlind - 10 aprile 2014

Il manifesto della manifestazione di protesta

a favore di Arlind Lokaj

Ancora increduli, rattristati e indignati per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di negare al nostro fratello e compagno Arlind Lokaj il diritto di continuare a vivere nel paese dove è nato, dove ha la sua mamma, la sua ragazza e i suoi amici più fraterni e dove tra pochi mesi potrebbe incominciare un apprendistato, gli “Amici di Arlind” lanciano un accorato appello a tutta la popolazione ticinese affinché si mobiliti in favore di questo bravo ragazzo di soli 17 anni che non ha mai fatto del male a nessuno ma che il nostro Governo vorrebbe espellere dalla Svizzera e rispedire in Kosovo, nel suo paese di origine dove però non ha più alcun punto di riferimento.

Perché non dare ad Arlind la possibilità di vivere una vita normale in Ticino invece di cacciarlo in un tunnel di cui non si vede l’uscita? Solo perché secondo la legge la domanda per il ricongiungimento familiare è stata presentata tardivamente? Chiediamo umilmente ai cittadini ticinesi di rispondere a queste domande e di provare anche solo per qualche minuto a calarsi nei panni di un Arlind o in quelli del genitore di un Arlind. Tutti coloro che proveranno un sentimento d’indignazione per la decisione del Consiglio di Stato, sono invitati/e a partecipare ad una

Manifestazione di protesta
ARLIND È UNO DI NOI E CON NOI DEVE RESTARE!
martedì 15 aprile alle 17.30
a Bellinzona -Piazzale della Posta-

Gli Amici di Arlind chiedono ai ticinesi di recuperare anche solo un po’ di quello spirito che animava il Ticino quarant’anni fa. Il Ticino che fu campione di solidarietà nell’ambito del movimento internazionale in favore dei profughi in fuga dalle atrocità della dittatura cilena. Un Ticino in cui c’erano le famiglie che aprivano le porte delle loro case e che si autotassavano per finanziare gli aiuti, donne e uomini che aiutavano i rifugiati a varcare clandestinamente il confine, medici e avvocati che gratuitamente si mettevano a disposizione, un parlamento e un governo che con forza, di fronte alle autorità federali, facevano valere la vocazione all’accoglienza di un’intera comunità, una magistratura che non cedeva alle pressioni di Berna e che aveva il coraggio di dichiarare «non punibili» talune «illegalità».
Arlind ha bisogno di molto meno: chiede solo di poter vivere una vita normale.

Gli amici di Arlind