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Rassegna stampa

Robbiani razzista, ora deve lasciare la carica - 9 aprile 2014

Critiche per un post su Facebook – Il municipale minimizza

Patrick Colombo (Corriere del Ticino del 9 aprile 2014)

Un fuoco di fila di critiche ha investito lunedì sera, all’inizio della seduta del Consiglio comunale di Mendrisio, il municipale Massimiliano Robbiani . A suscitare l’indignazione di tutti i movimenti politici, Lega esclusa, è stata la vignetta che l’esponente dell’Esecutivo ha pubblicato il mese scorso su Facebook, nella quale una donna velata veniva accostata ad un sacco dei rifiuti. La prima reprimenda è arrivata dalla sinistra, la cui rappresentante Françoise Gehring Amato ha censurato il «comportamento razzista» di Robbiani, al quale è stato chiesto di autosospendersi dalla carica di municipale alla luce della denuncia inoltrata al Ministero pubblico dopo la controversa pubblicazione sul web. Duro anche Nicola Rezzonico (PLR), il quale ha ricordato a Robbiani «la responsabilità politica e sociale» derivante dalla carica ricoperta. Il rispetto per le istituzioni, ha commentato, non va «d’accordo con il razzismo». Riferendosi alle scuse formulate nei giorni scorsi dal municipale leghista, Rezzonico ha affermato che un vero atto di pentimento si sarebbe declinato nelle dimissioni. In segno di protesta, un manipolo di consiglieri comunali ha abbandonato l’aula al momento del voto sul preventivo 2014 delle AIM, dicastero retto da Robbiani. Si è detta contraria «a gogne pubbliche» Claudia Crivelli Barella (I Verdi), dissociandosi però dalle frasi incriminate dell’esponente della destra. Dallo scivolone di Robbiani ha preso le distanze pure il PPD, che per bocca di Paolo Danielli ha fatto sapere di confidare nella giustizia. Da parte sua, il membro dell’Esecutivo ha replicato di non sentirsi sotto accusa e di aspettare il verdetto di un giudice che «dovrà distinguere tra razzismo e satira», mentre il Legislativo non avrebbe diritto e competenza di condannare il suo comportamento, di cui ha minimizzato la gravità. Non una parola, né di biasimo né di difesa, si è levata sull’argomento dai banchi della destra.