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Rassegna stampa

E' una questione di etica - 9 aprile 2014

A Mendrisio un consigliere per gruppo (tranne Lega-Udc-Ind.) lascia l’aula per protesta
di Daniela Carugati (La Regione del 9 aprile 2014)

Ai raggi ‘x’ di Sinistra, Plr, Ppd e Verdi sono finite le esternazioni del municipale Robbiani. Che si difende parlando di ‘processo ad arte’.

Massimiliano Robbiani si è sentito sul banco degli imputati. Lunedì sera è entrato nell’aula consiliare di Mendrisio sicuro di dibattere sui preventivi delle Aim, le Aziende municipalizzate, e si è ritrovato spalle al muro. A mettercelo quasi tutte le forze politiche lì rappresentate (cfr. ‘laRegione’ di ieri). Ad eccezione del gruppo Lega-Udc-Ind. – rimasto peraltro silente –, tutti gli altri partiti hanno richiamato il municipale (e granconsigliere) leghista alle sue responsabilità istituzionali. Su di lui pesano le recenti uscite su Facebook. Ed è ancora una volta dal social network che il capodicastero Aim rilancia la sua difesa, poco dopo aver lasciato la sala del Consiglio comunale. Sull’accaduto – aver paragonato due donne musulmane coperte da un burqa a due sacchi dell’immondizia –, scrive, “mi sono già scusato più volte”. Lamentando di aver “preso del razzista senza che nessuna autorità competente l’abbia sentenziato”. Gridando al “processo preparato ad opera d’arte”. E annunciando l’intenzione di valutare se “sporgere denuncia contro chi, con processi sommari, continua a darmi del razzista”. Depositata al Ministero pubblico una denuncia per violazione dell’articolo 261bis – norma antirazzismo – del Codice penale svizzero, ora sarà la Procura a vagliare la posizione di Robbiani. Che insiste nel definire i fatti “satira di cattivo gusto, ma sempre satira”. Dal legislativo della città – o meglio dai banchi di Insieme a sinistra, Plr, Ppd e Verdi – si riporta, però, il municipale al rispetto della sua carica. Altri (l’ex municipale Roberto Corsenca) per fatti di tutt’altra natura, si ricorda, si erano autosospesi. «Nel suo ruolo di vigilanza – fa presente Françoise Gehring Amato (Is) –, il Consiglio comunale deve avere sempre in chiaro il valore e i principi del nostro ordinamento. Il municipale Robbiani dimostra di esserne totalmente avulso». E l’altroieri sera a Mendrisio si è mostrato, in modo trasversale, di non voler negoziare su un valore come l’etica politica. Il Ppd, per voce del capogruppo Paolo Danielli, prende le distanze «senza esitazioni dai gesti e le affermazioni» del municipale. Il Plr con il presidente Tiziano Calderari stigmatizza il suo comportamento. E anche i Verdi, «contrari alle gogne pubbliche» annota Claudia Crivelli Barella , dissociandosi aderisce alla protesta. Protesta alla quale, come già riferito ieri, hanno dato forma fisica i consiglieri Gehring, Nicola Rezzonico (Plr) – al quale «avere un municipale che si esprime in queste forme non piace» –, Fiorenza Trento (Ppd) e Andrea Stephani (Verdi), lasciando l’aula.