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Rassegna stampa

I resilienti - 1 aprile 2014

Quelli che non cambiano manco il comune (La Regione del 1 aprile 2014)

Circa 140’000 cittadini ticinesi (49,3% della popolazione residente) non hanno un passato migratorio e vengono dunque definiti ‘autoctoni’. Ma chi sono e cosa fanno? Intanto iniziamo col dire che hanno un’età media di 49 anni e prevale il genere femminile (53%) in tutte le fasce d’età sopra i 25 anni; prevalenza che spicca a partire dai 75 anni con le donne che rappresentano il 65%. Quattro autoctoni su cinque sono nati in Ticino (la parte restante soprattutto nei Cantoni Zurigo, Berna, Grigioni). Quasi tutti (99,8%) hanno il passaporto rossocrociato. Come, non tutti? No, perché la statistica europea considera autoctoni tutti i cittadini che abitano in luogo specifico da almeno tre generazioni. C’è un 0,2% di cittadini stranieri residenti in Ticino da tre generazioni che può dunque considerarsi (statisticamente) autoctono. Altro dato per certi versi sorprendente, un ticinese autoctono su dieci ha una doppia nazionalità; in gran parte dei casi (85%) la seconda è quella italiana. Poco meno di una persona su due è coniugata e circa uno su tre è celibe o nubile. Oltre un quarto di questo gruppo (circa 35’000 persone) non ha mai vissuto nessun tipo di evento migratorio – scrive l’Ufficio cantonale di statistica – nemmeno all’interno del cantone: il 27,2% dei cittadini residenti autoctoni ha infatti dichiarato di non aver mai lasciato (dalla nascita) il proprio comune di residenza. Vere e proprie mosche bianche se si considera il grande flusso migratorio intercomunale che si registra ogni anno in Ticino. Poco più della metà degli autoctoni, in ogni caso, ha vissuto in almeno un altro comune ticinese.

Di cosa vivono i cittadini autoctoni? Beh, lavora solo il 53,6 per cento e questo perché sono assai rappresentate le fasce estreme, ovvero quelle che comprendono i giovani sotto i vent’anni e gli ultrasessantenni. Fra gli occupati si constata che tre quarti è salariato, alle dipendenze. La maggioranza dei salariati (63,6%) non svolge nessuna funzione dirigenziale. Poi ci sono gli indipendenti, ma solo nel 41,9% dei casi lavora un’unica persona, il proprietario. Il primo datore di lavoro delle persone senza passato migratorio è il settore statale e parastatale che impiega il 28,5% degli occupati di questo gruppo. Vale, a titolo d’esempio, anche per la categoria degli svizzeri con passato migratorio. Seguono i rami del commercio, dei trasporti, della logistica.

In particolare oltre un terzo degli occupati si concentra nel campo del management, dell’amministrazione, del settore bancario e di quello assicurativo.