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Rassegna stampa

Se si incita all'odio si mina la coesione - 28 marzo 2014

Corriere del Ticino del 28 marzo 2014

Giovedì 20 marzo stavo leggendo con interesse l’opinione del signor Gianfranco Soldati sulla questione dei Gripen, quando all’improvviso mi si è ghiacciato il sangue nelle vene leggendo le testuali parole: «Sono convinto che il popolo svizzero nella sua grande maggioranza sana e integra auspica una simile difesa ad oltranza.

Lo ha dimostrato respingendo già tre volte, e sempre a gran maggioranza, le iniziative dei traditori marchiati «per una Svizzera senza esercito»...

Bastava dire : sono convinto che il popolo svizzero nella sua grande maggioranza auspica una simile difesa ad oltranza. Lo ha dimostrato respingendo già tre volte , e sempre a gran maggioranza ,le iniziative di « per una Svizzera senza Esercito»

Perchè il signor Gianfranco Soldati ha sentito il bisogno di insultare ferocemente chi non la pensa come lui, dandogli del degenerato e del traditore della patria? E come mai, signor direttore, voi che siete un giornale liberale, non avete detto al suddetto signore che sareste stati lieti di ospitare la sua opinione sul vostro giornale, ma che l’insulto feroce contro gli avversari è inaccettabile per i vostri valori?

Mi si strazia il cuore se penso che un uomo con i capelli bianchi e un volto (da come appare sulla foto) bonario e pacifico, possa pronunciare e scrivere tranquillamente frasi che sono tipiche di situazioni storiche , politiche e sociali che hanno portato a milioni di morti e atrocità indicibili. Spero che le parole sprezzantiche sono state seminate in quell’articolo, siano straniere al cuore della grande maggioranza dei ticinesi di destra di centro e di sinistra e che vengano espulse automaticamente e immediatamente gettate nella pattumiera della storia. Il Ticino è una terra pacifica e democratica. Perché portarvi parole che sono estranee alla democrazia? E se un giorno ci ritrovassimo all’improvviso a passare dalle parole ai fatti? Il signor Soldati dice che i Gripen sono necessari alla difesa della patria perché viviamo in un mondo turbolento ed imprevedibile. Sui Gripen si può discutere, ma è indiscutibile che la difesa della patria necessiti innanzi tutto coesione interna e pace. Parole che incitano i cittadini al disprezzo reciproco e alla divisione in clan che si odiano, minano la sicurezza della patria.

Ferruccio Cainero, Stabio