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Rassegna stampa

Nessun referendum sulla Cina - 21 marzo 2014

Ats/Red (La Regione del 21 marzo 2014)

Il popolo non potrà esprimersi sull’accordo di libero scambio approvato ieri dagli Stati

Dopo esser stato accettato dal Consiglio nazionale in dicembre, l’accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina è stato approvato ieri pomeriggio anche dal Consiglio degli Stati con 25 voti favorevoli, 3 soli contrari e 11 astenuti. La proposta della sinistra di sottoporlo a referendum facoltativo è stata respinta da 25 senatori (16 favorevoli e un astenuto), così come quella di rinviare il testo alla commissione preparatoria in attesa di un parere da parte dell’amministrazione federale sulla compatibilità del trattato con il nuovo articolo costituzionale contro l’immigrazione adottato lo scorso 9 febbraio. Altrettanto vana è stata la richiesta di dotare l’accordo di riferimenti espliciti ai diritti umani (respinta con 24 voti, 6 favorevoli e 10 astenuti). Secondo il presidente della commissione preparatoria (il zurighese Felix Gutzwiller, Plr) l’accordo è molto importante per la politica economica estera della Svizzera. La Cina è il terzo partner economico della Confederazione: nel 2012 le esportazioni hanno raggiunto 8 miliardi di franchi e le importazioni 10 miliardi. Con questo accordo si agevoleranno gli scambi e si rafforzeranno la protezione della proprietà intellettuale e la certezza del diritto, ha affermato Gutzwiller. Anche lo sviluppo sostenibile e il rispetto dei diritti umani sono stati presi in considerazione e saranno valutati regolarmente, ha spiegato lo zurighese.

Per il ministro dell’Economia Johan Schneider-Ammann questo è «il più importante accordo di libero scambio concluso dalla Svizzera da quello raggiunto con l’Ue nel 1972». Secondo il consigliere federale i diritti umani «sono stati debitamente considerati ed è illusorio credere che nuovi negoziati darebbero migliori risultati». L’intesa con la Cina ingloba numerosi settori: prodotti industriali, alcuni prodotti agricoli, regole d’origine, procedure doganali, agevolazioni commerciali, barriere non tariffarie al commercio, provvedimenti a protezione della politica commerciale e servizi. Sono previste anche la protezione della proprietà intellettuale, la promozione degli investimenti, la concorrenza, la trasparenza negli appalti pubblici, la collaborazione in ambito economico e tecnico e disposizioni di carattere istituzionale.