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Rassegna stampa

Bandiera svizzera, un uso indegno - 11 marzo 2014

Corriere del Ticino del 11 marzo 2014

Scrivo mossa da un forte senso di disagio e di delusione per lo spazio minimo dedicato a una notizia a mio avviso sconcertante. Durante i lavori del Parlamento di Strasburgo il deputato italiano appartenente alla Lega Nord Mario Borghezio, i cui comportamenti fascisti e razzisti non sono evidentemente noti ai più, ha interrotto il dibattito agitando la bandiera rossocrociata gridando che l’Europa deve rispettare il popolo sovrano e che bisogna finirla con la dittatura europea. Non intendo assolutamente entrare qui nel merito della votazione del 9 febbraio, come non intendo discutere di che cosa l’Europa dovrebbe essere ed ancora non è. Vorrei solo esprimere il mio rammarico perché la bandiera svizzera è stata usata e forse verrà usata ancora in modo indegno, se non si prendono posizioni chiare e non si rifiuta senza ambiguità l’appoggio e il sostegno di certi individui e gruppi politici che professano razzismo e xenofobia.

Io mi sento profondamente offesa dalla strumentalizzazione dei seri e complessi problemi che hanno diviso la Svizzera in due e dall’uso indegno del simbolo della confederazione. Sono molto rattristata dal fatto che non c’ è stata un’adeguata reazione di indignazione.

La Svizzera è stata ed è fortemente criticata dall’ UE, ma tocca a noi chiarire la complessità dei problemi che la Svizzera e il Ticino in particolare hanno e cercare di salvare il salvabile.

Non possiamo e non dobbiamo compiacerci del sostegno di fascisti e razzisti.

Concludendo vorrei dire al giornalista autore del breve articoletto di giovedì che forse avrebbe fatto meglio a scrivere che la Svizzera non è stata «difesa», ma «offesa» dalla sceneggiata di Mario Borghezio.

Filomena Meile Loizzi, Locarno