...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Slegati e separati in casa - 3 marzo 2014

Sempre più largo il fossato fra i due fronti della Lega. Vedi il ribaltone sui premi cassa malati

Slegati e separati in casa

di Aldo Bertagni (La Regione del 3 marzo 2014)

C’è chi strizza l’occhio a Plr e Ppd e chi preferisce allearsi con i Verdi e l’Udc. La ‘battaglia’ si consuma in Gran Consiglio ma anche in via Monte Boglia.

“Lei deve capire che la Lega è come un bus dove ognuno può salire ed è libero di sedersi dove vuole. Tanto c’è l’autista che sa dove portarci.... ”. Chi ce lo disse, più o meno due anni fa, sapeva bene di cosa parlava perché esponente di peso del movimento. Oggi che l’autista (anzi, il padrone incontestato del bus) è cambiato, la strada da percorre è ancora chiara? Non sono pochi a chiederselo all’interno del movimento, soprattutto dopo l’adesione al taglio dei sussidi per i premi delle casse malati. Un ‘salto della quaglia’ – voluto in chiave tattica – che il Nano non avrebbe mai sottoscritto. Anzi. Lui era abile a far ballare gli altri, portarli sul suo terreno eppoi smarcarsi cinque minuti a mezzanotte. Lo sanno anche i ‘colonnelli’, ovvero l’attuale gruppo dirigente sdoganato a suo tempo dal Giuliano. E così – è cronaca di questi giorni – prima si smarca Claudio Zali, consigliere di Stato, dichiarando pubblicamente la propria contrarietà alla misura di risparmio che taglia i premi delle assicurazioni malattia; misura che passerà a giudizio popolare il prossimo 18 maggio. Poi, venerdì scorso ai microfoni della Rsi, il ribaltone: Attilio Bignasca, coordinatore della Lega, annuncia che il movimento ci sta ripensando e valutando la possibilità di schierarsi dall’altra parte, con i promotori del referendum (Ps, Verdi e Udc). La decisione a giorni, dopo l’ennesimo vertice fra i pochi (una decina) ‘cooptati’. “Sono stufo di prendere sberle e porgere l’altra guancia” ha dichiarato il coordinatore alla Rsi e, sabato scorso, al portale liberatv.ch . Plr e Ppd, ha aggiunto, non ha mantenuto le promesse prese con il voto sul preventivo 2014. Quindi a monte tutto? Fabio Badasci, deputato leghista e relatore del rapporto della Gestione favorevole ai tagli, in via crucis per scontare i peccati? Prima determinanti per far passare la misura (Plr e Ppd da soli non bastavano) e ora dall’altra parte della barricata a votare no? Forse si sta superando il limite anche per un partito che da sempre si dichiara ‘di lotta e di governo’.

Beh, ma non è colpa loro dice Bignasca. Colpa degli altri ‘traditori’. La verità, come sempre, è più complicata. In vista delle elezioni cantonali 2015, i due fronti leghisti (istituzionali e movimentisti) sono ormai alle armi corte e quasi più si parlano. Alla domenica i ‘movimentisti’ Quadri e Bignasca (col supporto a intermittenza di Gobbi) sparano titoli grossi sul Mattino, il resto della settimana gli istituzionalisti (Foletti, Zali, Borradori e numerosi deputati ‘peones’) cuciono e rattoppano gli strappi. Da una parte il fronte Movimentisti-Verdi-Udc, dall’altra Istituzionalisti-Plr-Ppd. Ormai sono due partiti separati in casa.