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Rassegna stampa

Ero forestiero e mi avete... - 15 febbraio 2014

BALAUSTRA DI BREZZA

di Padre Callisto Caldelari (La Regione del 15 febbraio 2014)

Il risultato di sabato e domenica scorsi sulla votazione “Contro l’immigrazione di massa” ha rafforzato in me una convinzione: i ticinesi, anche se oltre il 70% si dichiarano ancora cattolici, non lo sono affatto. Come si può votare l’ostracismo agli stranieri e credere nel Vangelo? Le due cose sono incompatibili. Chi ha detto: “Ero forestiero e mi avete accolto”, oppure: “Non fare agli altri quello che non vorresti sia fatto a te”, e ancora: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” non avrebbe votato così. Eppure conosco persone che frequentano la Chiesa, occupano posti di responsabilità in istituzioni ecclesiastiche e avranno certamente votato in favore dell’iniziativa antistranieri perché appartenenti a partiti e movimenti che l’hanno lanciata. L’incoerenza in queste persone è al massimo! Purtroppo so che diversi stranieri da poco naturalizzati hanno votato a favore di questa iniziativa, all’insegna dell’affermazione: “Adesso che io sono a posto, non vengano altri a disturbarmi”.

Si dice che c’è una crisi nell’istituzione Chiesa e nessuno lo può negare; rincresce soltanto che ci si è accorti solo dopo recenti e gravissimi scandali.

Ma esiste una crisi ancora più profonda nel rapporto tra fede e vita. Parecchie persone credono teoricamente, ma poi agiscono in modo contrario a quello che la loro fede gli suggerisce. Il risultato della votazione di domenica ne è un chiaro esempio. Esistono invece atei, persone lontane da ogni credo, che di fronte all’ingiustizia verso i fratelli, alla propaganda per erigere muri ai confini e a slogan razzisti si ribellano e negano il loro appoggio a chi sostiene questa politica e agisce di conseguenza. Queste persone, perlomeno, dovrebbero ricordarsi che anche i ticinesi hanno bussato alle porte di altre nazioni e molti dei nostri antenati sono stati accolti e hanno contribuito all’economia e alla cultura dei Paesi ospitanti. Qualsiasi chiusura non è solo un atto anticristiano, ma è anche un atto antisociale e anticulturale. Come frate (fratello) di San Francesco, una persona che accoglieva tutti, mi sento più in consonanza con questi atei, che per me sono evangelici uomini di “Buona volontà”, che con cristiani praticanti o meno che del comandamento dell’amore, punto cardine dalla predicazione di Cristo, se ne fanno un baffo.