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Rassegna stampa

Il Pretore bacchetta il Mattino - 15 febbraio 2014

Sentenza: Il pretore bacchetta il «Mattino»

Il domenicale della Lega ha leso gravemente l’onore del direttore del museo delle Culture.

(Corriere del Ticino del 15 febbraio 2014)

Quelle affermazioni «ledono gravemente l’onore dell’istante senza palesemente il sostegno di alcun motivo giustificato».

Così il pretore di Lugano, Francesco Trezzini, nell’accogliere una richiesta di misure provvisionali presentata dal direttore del museo delle Culture di Lugano (Villa Heleneum), Francesco Paolo Campione, contro il «Mattino della Domenica» e il sito «Mattinonline». La decisione vieta all’editore del domenicale (la Meutel 2000 SA) di utilizzare una serie di espressioni ritenute disonorevoli nei confronti del funzionario cittadino, ordinando al contempo la pubblicazione del dispositivo della sentenza una volta che sarà cresciuto in giudicato.

Le divergenze tra le parti si trascinano da tempo e vengono in parte ripercorse nella decisione.

Se da un lato il pretore non ha ravvisato un insulto nell’epiteto «taglian» utilizzato nei confronti di Campione (patrocinato dall’avvocato Raffaele Bernasconi), differente è il discorso per altre espressioni. «Posto che, nella maggior parte delle affermazioni, non si ravvisa la gravità della norma», si legge «ne va diversamente per l’affermazione secondo cui si tratta di un “clientelare direttore” e di usare la sua posizione a Lugano “a vantaggio dei suoi intrallazzi oltre confine”. Tacciare un persona di clientelismo significa infatti accusarla di una pratica disonesta, ossia di approfittare della sua posizione nell’amministrazione comunale per instaurare un sistema di favoritismi e di scambi con persone che altrimenti non avrebbero alcuntitolo per godere di questi favori.

Evidentemente si tratta di un giudizio di valore che squalifica gravemente l’istante e che i convenuti non hanno saputo comprovare quo alla sua veridicità.

Di conseguenza esso lede gravemente l’onore dell’istante».

«La stessa conclusione vale per l’affermazione d’intrallazzatore oltre confine, poiché anche il concetto di intrallazzo ha la medesima capacità di lesione dell’onore, visto che significa un traffico illecito, un affare illegale, un’attività equivoca». Da qui il divieto formale notificato a Lorenzo Quadri, Boris Bignasca e Meutel 2000 SA (patrocinati dall’avv. Massimiliano Parli) di utilizzare nuovamente gli epiteti.

Le parti hanno dieci giorni per eventuali appelli.

Masoni: soffre l’istituzione «Se l’onore della persona del direttore è gravemente leso perché se ne mette in dubbio l’onestà – commenta la capodicastero Cultura Giovanna Masoni Brenni – è chiaro che anche l’istituzione di riflesso ne soffre e diventa poco credibile per chi legge questi attacchi.

Questo rende anche molto difficile lavorare, ad esempio per coinvolgere sponsor e istituzioni.

Normalmente queste battaglie si giocano sul piano politico, e a suo tempo il Municipio si era distanziato da questo genere di commenti: il tutto però era rimasto lettera morta. La politica è stata un po’ timida e Campione – che ci ha informati della denuncia – ha fatto bene a procedere».