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Rassegna stampa

Divisioni in casa leghista - 31 gennaio 2014

L'aumento del moltiplicatore divide casa Lega: tutti i rischi di un passaggio decisivo

L'ANALISI - Borradori e Foletti propongono un aumento dal 70 all'80%. Ma la loro tesi è minoritaria nel Movimento. Senza un accordo con il gruppo in Consiglio Comunale, la Lega va incontro a un errore gigantesco

Il gruppo in Consiglio Comunale della Lega ha bisogno dei suoi municipali, così come i municipali hanno bisogno del sostegno della pattuglia leghista nel legislativo. È da questo dato di fatto che dovrebbe partire a rigor di logica la difficile discussione interna a via Monte Boglia tra i membri dell'Esecutivo e i Consiglieri Comunali sul pacchetto di salvataggio delle finanze di Lugano. Il faccia a faccia avrà luogo nel tardo pomeriggio di oggi e gli umori della vigilia non sono dei migliori. Il nodo è ovviamente l'aumento del moltiplicatore di 10 punti, dal 70 all'80%, proposto dal Municipio, e in primo luogo, nel gioco delle parti, dai primattori del preventivo: Marco Borradori e Michele Foletti.

La posizione del sindaco e del ministro delle finanze luganesi appare minoritaria all'interno del Movimento, mentre è forte quella di Lorenzo Quadri e del capogruppo Attilio Bignasca, disponibili a un ritocco verso l'alto delle imposte, ma decisamente più moderato. Il passaggio naturalmente è tra i più delicati della storia recente della Lega. I fattori che pesano sono diversi: una situazione finanziaria oggettivamente molto grave, la violazione di un totem identitario come l'aumento del moltiplicatore (per di più neanche un anno dopo la vittoria delle elezioni con un programma in cui si sosteneva che non si sarebbe aumentato neppure di un punto), i conti con il passato strettamente legati alla politica e all'eredità del fondatore Giuliano Bignasca, oggi stravolte e di conseguenza messe sul banco degli imputati dalle scelte del Municipio. In tutto questo si inserisce anche la proposta di introdurre la tassa sul sacco, altro dogma di via Monte Boglia, che irrigidisce ulteriormente le posizioni dei leghisti tendenza Bignasca.

Se il gruppo in Consiglio Comunale della Lega dovesse decidere di mollare al loro destino Borradori e Foletti, avventurandosi nei rapporti di minoranza di una volta, sarebbe un errore politico catastrofico. Su proposte così decisive per il futuro della Città, abbandonare l sindaco e il titolare del dossier, che si trovano in trince, significherebbe creare un conflitto interno prodigioso, avvelenare la legislatura e fornire agli avversari che aspettano al varco la sponda perfetta per delegittimare le capacità di Governo leghiste. Nessun partito, se non mosso da intenti suicidi, sosterrà le riforme del Municipio se la Lega non lo farà. E giustamente.

Che fare allora? L'unica cosa che si può fare. Ovvero quello che in politica è la norma, soprattutto nei rapporti tra Esecutivo e Legislativo: trattare con l'obbiettivo comune di raggiungere un accordo. Per farlo, ça va sans dire, serve la disponibilità delle due fazioni ad ammorbidire la rigidità di queste ore. Da una parte i Consiglieri Comunali devono aprire gli occhi sporgersi sul borrone e guardare la voragine delle casse cittadine e poi alzare lo sguardo verso l'orizzonte e prendere coscienza delle prospettive nefaste che si realizzerebbero senza  un intervento. Il passato è passato. Oltre a ciò dovrebbero considerare un altro aspetto: certe pillole amare è meglio mandarle giù subito e lontano dalle elezioni. Infine, un moltiplicatore all'80%, o nelle vicinanze, resterebbe comunque tra i migliori in Ticino.

Dall'altra parte, però, neppure Borradori e soprattutto Michele Foletti devono essere rigidi. Il capo dicastero delle finanze lo è stato negli ultimi giorni, e ieri durante la conferenza stampa, ma l'uomo ha l'intelligenza e l'esperienza politica per capire che presentarsi davanti ai suoi a fare il "testone" rischia di gettare alle ortiche il titanico e coraggioso lavoro che ha svolto in questi mesi. Sarebbe un errore catastrofico tanto quanto quello che potrebbe fare il gruppo a non appoggiarlo. A Foletti si potrebbe anche suggerire di smussare la posizione sulla vendita dei patrimoni immobiliari della Città: ieri ha detto che si venderà solo per finanziare investimenti. No, se l'emergenza c'è, qualcosa si può sacrificare anche per attutire l'impatto del risanamento sulle tasche dei luganesi. C'è un argomento forte tra chi è d'accordo con le posizioni di Lorenzo Quadri: non c'è simmetria dei sacrifici in questo pacchetto. I risparmi, infatti, ammontano a 16 milioni, le entrate ricavate dall'aumento del moltiplicatore sono il doppio, occhio e croce. Infine, la parola "fallimento" va cancellata dal vocabolario: sta facendo rumore, soprattutto all'estero, e rischia di spaventare gli stranieri che hanno interessi a Lugano o che vorrebbero averceli.

Il passato è passato, insomma, ma la storia è importante così come lo è l'identità: non devono essere il Vangelo ma vanno tenute nella giusta considerazione. Come abbiamo già avuto modo di scrivere la Lega non può permettersi di proporre, o sostenere, ricette fotocopia a quelle dei partiti storici, contro cui per anni via Monte Boglia ha strillato promettendo approcci e ricette alternative.

La soluzione dunque va come sempre trovata nel mezzo, usando il moltiplicatore come chiave di lettura, tra il 75 e l'80% (78?). Un passo avanti del gruppo e un passo indietro dei Municipali. Naturalmente a garanzia del compromesso, e delle casse, vanno messe nero su bianco delle proposte di risparmio, di vendita, o altro a copertura finanziaria. Vedremo se la Lega avrà le capacità di sostenere questo banco di prova.