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Rassegna stampa

Anche i ricchi piangono - 31 gennaio 2014

IL COMMENTO

di Alfonso Reggiani (La Regione Ticino del 31 gennaio 2014)

L’anno nuovo ha portato consiglio. L’intervento è più incisivo sulle entrate rispetto ai 16 milioni di franchi di risparmi. Che sia buono o no, il consiglio, dipende dal punto di vista, come sempre. Quei dieci punti di incremento del moltiplicatore d’imposta proposti dal Municipio di Lugano, in soldoni sono quasi trenta milioni supplementari nell’erario cittadino. Appaiono come una maggiore attenzione ai bisogni dei cittadini in un periodo di crisi che, per ora, non mostra segnali di miglioramento. Una situazione che del resto si riflette in un crescente disagio sociale: le persone in assistenza sono ormai 1’100. Tante. Troppe, per far finta di niente.

È una scelta coraggiosa quella presentata ieri dall’esecutivo cittadino di garantire l’erogazione di servizi e prestazioni, o almeno di non sacrificarli troppo sull’altare della difficile situazione finanziaria. È stato centrato l’obiettivo di contenere il deficit d’esercizio al di sotto dei 40 milioni. Vedremo se nei prossimi mesi dal Consiglio comunale uscirà una maggioranza favorevole al preventivo, al nuovo tasso d’imposizione fiscale e alle duecento misure di contenimento. Misure che prese singolarmente prestano il fianco a inevitabili critiche. Senza contare che fra qualche mese i partiti avranno già i motori caldi in vista delle elezioni cantonali previste nella primavera dell’anno prossimo. Chi si attendeva interventi di austerità superiori sarà forse rimasto deluso. E non mancherà di farlo notare quando si arriverà al voto. Risparmi strutturali, revisione dei compiti e riorganizzazione dell’Amministrazione sono stati peraltro promessi nei prossimi due anni. Gli indicatori e le proiezioni finanziarie li imporranno.

Le incognite insomma non mancano. Intanto è davvero finita l’era delle sopravvenienze. Lugano non può più permettersi di vivere al di sopra delle proprie possibilità come ha fatto negli ultimi anni. Dal profilo finanziario, il ritardo del Municipio della passata legislatura nel correggere il tiro ha consentito l’aggravarsi della situazione. L’asse di potere garantito dal patto non scritto fra l’ex sindaco e l’ex capo della Lega ha contribuito a impedire ogni tentativo di correggere la rotta per evitare il baratro evocato ieri da Borradori. Occorreva agire prima, ma l’esecutivo precedente era abbagliato dalle sopravvenienze fiscali e da valutazioni troppo ottimistiche. Tanto da obbligare l’attuale vicesindaca a organizzare un tavolo della crisi fuori da Palazzo Civico.

Preventivo 2014 e moltiplicatore all’80 per cento non passeranno come una lettera alla Posta in legislativo. Da una parte, perché la compagine municipale non è più compatta come all’inizio della legislatura. Lorenzo Quadri si è infatti messo di traverso annunciando la propria opposizione anche sulla futura tassa sul sacco imposta alla Città dal Cantone. Uno scacco per il gioco di squadra all’interno dell’esecutivo e nei rapporti con il legislativo. Prosegue così l’ambiguità della Lega che percorre sia la via istituzionale e responsabile che quella ‘barricadera’ e populista alimentata dal domenicale.