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Rassegna stampa

Lugano e il moltiplicatore - 30 gennaio 2014

Lugano e moltiplicatore, Bignasca sta con Quadri: “Proporrò l’aumento massimo al 75%”

Dure le reazioni anche dei capigruppo in consiglio comunale di PLR e PPD Roberto Badaracco e Lorenzo Jelmini, così come il commento di Raoul Ghisletta, presidente del PS Lugano

LUGANO - Come prevedibile fioccano le prese di posizione dopo la presentazione del preventivo “lacrime e sangue” della città di Lugano. Questa mattina l’esecutivo ha annunciato ufficialmente l'aumento del moltiplicatore dal 70 all’80% per far fronte alla drammatica situazione dei conti. In questo modo sarà possibile recuperare 29 milioni e fissare il deficit 2014 a “soli” 37 milioni (leggi articolo correlato). La proposta dovrà però superare lo scoglio del consiglio comunale, e il processo non sarà indolore, come lasciano presagire i commenti degli esponenti di spicco dei maggiori partiti. 

Attilio Bignasca: "Proporrò l'aumento massimo al 75%"

Attilio Bignasca, coordinatore della Lega, però non ci sta e, raggiunto per un commento, prende con le pinze la decisione del Municipio riservandosi una proposta alternativa: "Prima di un commento preciso e definitivo - premette - attendo di leggere i documenti, in particolare il dettaglio degli investimenti e dei risparmi. Personalmente però sul moltiplicatore sono favorevole a un aumento più moderato: proporrò che non si superi il 75%. Ma a decidere sarà il gruppo in Consiglio Comunale che si troverà domani sera". 

Quindi condivide di più la posizione di Quadri che quella di Borradori e Foletti, chiediamo. "Tendenzialmente sì, anche perché si potrebbe fare un aumento quest'anno e poi, se ce ne sarà ancora bisogno, eventualmente l'anno prossimo. A mio avviso, a livello comunale come a livello cantonale, prima di aumentare le imposte bisogna dimostrare di aver risparmiato tutto il possibile, altrimenti il popolo non lo accetta. E in questo caso credo che si sia risparmiato troppo poco. Ad esempio si stanno costruendo nuovi uffici per il dicastero cultura che costano di più che quelli sulla Quinta Strada di Manhattan.”

“La mia impressione - continua Bignasca - è che Borradori e Foletti sono stati un po' usati dal resto della compagine municipale, per dare la colpa alla Lega dell'aumento del moltiplicatore. Ma le responsabilità sono altrove! Non c'è più il Re, ma ci sono ancora l'elettricista, il piastrellista e tutto il resto della corte…"

Lorenzo Jelmini: "Ci sentiamo presi in giro, la situazione è nota da tanto"

È poi il turno di Lorenzo Jelmini, capogruppo PPD in consiglio comunale, che non le manda certo a dire e se la prende con le gestioni passate: “Ovviamente siamo preoccupati e ci sentiamo anche presi in giro: la situazione è nota da tanto, ma sembra che chi regnasse ai tempi di Giudici e Bignasca non avesse alcun interesse a far quadrare i conti”, dichiara Jelmini dividendo poi il suo commento in tre punti fra passato, presente e futuro della situazione luganese: “Primo, ed è un dato di fatto, siamo confrontati con una situazione attuale disastrata a causa della conduzione finanziaria a dir poco allegrotta degli anni precedenti: senza un piano finanziario e degli investimenti, mai approntato, evidentemente non era possibile calcolare cosa stava succedendo. Secondo, la situazione a oggi: propongono un aumento del moltiplicatore, cosa che noi come gruppo avevamo già sostenuto quando ne era stato proposto uno leggero, di appena il 3%. E bene, ci era stato detto che la città ha le spalle larghe e non si dovevano andare a prendere i soldi nelle tasche della gente… Eppure oggi si arriva a chiedere tre volte tanto. Mi pare evidente allora che i cittadini sono stati abbindolati per questioni elettorali perché la situazione era già nota ad aprile. Terzo, il futuro: con responsabilità noi vogliamo comunque verificare il preventivo e vedere dove si vuole andare. E vogliamo anche siano resi noti con chiarezza non solo i dati, ma anche la volontà e la sostenibilità degli investimenti previsti".

Raoul Ghisletta: "I buoi sono ormai fuori dalla stalla, bisognava alzarlo già molti anni fa"

Anche Raoul Ghisletta, presidente del PS Lugano, se la prende con chi in passato non ha aperto gli occhi sulla situazione finanziaria degradata: “I buoi sono ormai fuori dalla stalla. Bisognava alzarlo già molti anni fa, ma la politica andava allora in un’altra direzione con la Lega che voleva un moltiplicatore ancora più basso e i liberali che le andavano dietro. E adesso sono arrivati i conti e bisogna pagarli. Agendo per tempo invece, non avremmo avuto questi problemi e l’impatto sarebbe stato anche meno duro” commenta Ghisletta a proposito dell’aumento di 10 punti del moltiplicatore. Aumento che però, sottolinea, “non mi stupisce. Il moltiplicatore matematico di Lugano è attorno al 91,92% e noi col 70% avevamo uno dei più bassi del Ticino. Era logico aspettarsi dovesse aumentare”. La vera preoccupazione è quindi altrove: “Bisognerà vedere quali sono i tagli previsti nel preventivo, dato che, come hanno mostrato quelli a mense, gabinetti e contratti, si sta limando bene anche sul fronte uscite. I cittadini però chiedono anche di avere le stesse prestazioni che hanno oggi, non mi sembra ci siano grandi margini di risparmio. Quindi lavorare sul fronte delle entrate e razionalizzare quanto possibile nell’amministrazione, senza però toccare le prestazioni è la sfida che siamo chiamati a compiere, e siamo solo all’inizio. E come PS vigileremo proprio affinché non vengano tagliate eccessivamente le prestazioni ai cittadini, questo è il nostro ruolo ed è sui problemi che possono nascere su questo fronte che si concentra la nostra preoccupazione”.

Roberto Badaracco: "C'è sconcerto e insoddisfazione, si sta arrivando a toccare il fondo del baratro"

Per Roberto Badaracco, capogruppo PLR in consiglio comunale, il risultato presentato oggi è peggio di quanto ci si poteva attendere: “C’è sconcerto e insoddisfazione. Si sta arrivando a toccare il fondo del baratro. La situazione è disastrosa, Foletti parlava di rischio fallimento entro pochi anni, se questo è lo spauracchio, neppure questo esercizio è sufficiente: bisogna arrivare al massimo a 5 milioni di disavanzo per salvare capra e cavoli e al momento il capitale proprio è ancora troppo eroso”. Sullo stato di emergenza sembrano quindi tutti concordi, meno invece sulla decisione di aumentare il moltiplicatore, aggiunge infatti Badaracco: “Dal profilo delle misure adottate meraviglia innanzitutto che si sia passati dai 5 punti percentuali previsti a 10, raddoppiando l’onere a carico dei cittadini. Nelle nostre proposte al Municipio, presentate qualche mese fa, chiarivamo che un incisivo aumento del moltiplicatore poteva arrivare solo quando Lugano avrebbe dimostrato di aver adottato tutte le altri misure possibili di risparmio… e di contenimento strutturale fin qua si è visto ben poco. Ora attendiamo di vedere le cifre precise del preventivo. Ma appare già chiaro che al momento si pescherà solo nelle tasche del cittadino, mentre i lavori di risparmio devono ancora venire. Comunque, analizzeremo il preventivo per controllare che ‘i compitini’ siano stati fatti e decideremo che posizione prendere”. 

Resta il fatto però che per Badaracco un aumento del 10% appare eccessivo e altro poteva esser fatto prima di questo passo: “Il Municipio secondo noi dovrebbe definire chiaramente e dire apertamente quali sono i compiti prioritari dell’ente pubblico e quali no e avere il coraggio di lasciare stare quest’ultimi”.

red