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Rassegna stampa

Il bavaglio lo si mette ai bambini - 17 dicembre 2013

Corriere del Ticino del 17 dicembre 2013

Il Gran consigliere Michele Guerra si è espresso sull’opportunità di espellere l’allievo che ha filmato una docente nella doccia di una scuola, formulando anche una serie di richieste in merito agli allievi espulsi nelle scuole e sui motivi che portano gli istituti a determinare queste decisioni.
Alle persone che quotidianamente operano nel mondo scolastico fa molto piacere che ci siano parlamentari così attenti a quanto accade negli spazi in cui i nostri giovani devono imparare a rispettarsi, leggere, scrivere, far di conto, pensare, diventare liberi cittadini, tuttavia va precisato che la responsabilità di un’espulsione dovrebbe essere della direzione. Che un parlamentare si pronunci in merito alle sanzioni, agli interventi puntuali, educativi, preventivi rispetto ai problemi che vive un giovane, è certo legittimo, democratico, possibile, ma non siamo obbligati ad accettare ogni azione politica passivamente e in silenzio. Per questo motivo ho definito, in un articolo apparso su Ticinonews non appropriata, seppur legittima, l’energia spesa per interferire su un aspetto pedagogico/educativo. In generale la sensazione che il Parlamento voglia “entrare nelle aule” e giocare un ruolo didattico e pedagogico diretto pone qualche dubbio, perché i programmi andrebbero decisi con gli esperti di materia e grazie ad un confronto scientifico, accademico.  L’obbligo di imparare il  Salmo svizzero (attività che, chi scrive, portava in classe senza lasciarselo imporre) è una delle azioni politiche recenti che a mio avviso attirano il consenso del cittadino, ma in verità non si traducono in proposte concrete per migliorare formazione dei nostri giovani.

Una precisazione va fatta al gentile Gran consigliere, che ha prontamente reagito su Ticinonews, dicendosi vittima di un tentativo mio di zittirlo: se in Ticino vi fosse un potere politico anti-democratico, allora me ne starei zitto, impaurito dall'aggressività degli avversari. Così non è, mi pare. Il bavaglio lo si mette anche ai bimbi quando sbrodolano la pappa, ma noi siamo adulti, quindi non credo ci siano vittime o piagnistei da mettere in campo. Semplicemente, se un politico si esprime, sia pronto a rispondere nel dibattito, in modo che questo Paese cresca. Il mio non è un attacco personale o anti leghista, non sono infatti interessato alla carriera politica e non conosco il signor Guerra, contro il quale non nutro alcun rancore.

 

Sostenere che la politica dovrebbe occuparsi dei veri problemi della scuola, che sono più profondi, bisognosi di una riflessione vera e non di improvvisazione, non dovrebbe essere oggetto di attacco personale, come si è letto sul settimanale della Lega domenica scorsa, ma dovrebbe essere spunto per un dibattito aperto e rispettoso della dimensione personale dell'altro. Anche quando è un semplice docente o autore di libri. Questo sì che lo dobbiamo insegnare, ai nostri ragazzi, perché è un valore svizzero!

Infine, dal mio modesto osservatorio mi complimento con i colleghi che si assumono la responsabilità di fissare dei limiti (oggigiorno ci vuole coraggio). Poi ognuno giochi la propria parte: gli adulti diano le regole, gli adolescenti le mettano alla prova. E imparino ad essere responsabili delle proprie azioni. Altrimenti non cresceranno mai.

Daniele Dell’Agnola
scrittore, docente SUPSI e SME